Torna a fare notizia il caso di Emanuela Orlandi ora che il tribunale del Vaticano ha disposto l’apertura di due tombe del cimitero teutonico: da sempre la famiglia ha segnalato che il possibile occultamento del cadavere della donne poteva essere stato fatto nel piccolo cimitero all’interno dello stato della Chiesa. Le operazioni si svolgeranno il prossimo 11 luglio, alla presenza dei legali delle parti. La decisione si inserisce nell’ambito di uno dei fascicoli aperti dopo la denuncia della famiglia di Emanuela Orlandi.  Quelle dell’11 luglio saranno solo una prima fase di una serie di accertamenti già programmati che, dopo l’apertura delle tombe e la repertazione e catalogazione dei resti, porteranno alle perizie per stabilire la datazione dei reperti e per il confronto del Dna.

Nel comunicato stampa diramato dalla Sala Stampa Vaticana si legge:

La decisione giunge dopo una fase di indagini nel corso della quale l’Ufficio del Promotore – con l’ausilio del Corpo della Gendarmeria – ha svolto approfondimenti tesi a ricostruire le principali tappe giudiziarie di questo lungo doloroso e complesso caso. Va ricordato che per ragioni di carattere giuridico l’autorità inquirente vaticana non ha giurisdizione per svolgere indagini sulla scomparsa, avvenuta in Italia, di Emanuela Orlandi; indagini che peraltro sono state condotte dagli inquirenti italiani – sin dalle prime fasi – con scrupolo e rigore professionale. Pertanto, l’iniziativa vaticana riguarda soltanto l’accertamento della eventuale sepoltura del corpo di Emanuela Orlandi nel territorio dello Stato vaticano.

Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi all’agenzia AGI, ha fatto sapere: “Attendo di avere un colloquio immediato con le autorità vaticane per apprendere altre informazioni. Un sincero e sentito ringraziamento per il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin per questo atto coraggioso”.

Un caso molto complesso quello della Orlandi, un caso sostenuto anche dai media come Chi l’ha Visto? che ha sempre portato all’attenzione il caso. La Chiesa dopo un primo periodo di non collaborazione ora è pronta ad aprire il caso che potrebbe svelare alcune ombre del Vaticano. Chissà che questi nuovi accertamenti possano portare la parola fine a questa storia travagliata.