Allestita fino al 29 settembre, la nuova esposizione temporanea del Maxxi di Roma è dedicata all’energia e al suo rapporto tra architettura e paesaggio.

Energy è un racconto visivo, composto per immagini, costituito da 80 disegni e progetti storici, allestiti da Silvia La Pergola e arricchiti – in una sezione specifica – dagli scatti di tre fotografi d’eccezione: Paolo Pellegrin, Alessandro Cimmino e Paola Di Bello. Un viaggio che descrive sessant’anni di un Paese che cambia, dal boom economico del dopoguerra, fino ad arrivare ai giorni nostri, alle ricerche sperimentali per un’energia più rinnovabile a impatto zero.

Una mostra divisa in tre sezioni tematiche, legate al concetto di tempo: Storie/Stories racconta il passato, Fotogrammi/Frames indaga il presente, mentre Visioni/Visions esplora diverse ipotesi per il futuro.

La prima sezione, curata da Margherita Guccione ed Esmeralda Valente, descrive attraverso i materiali provenienti dagli archivi di Autogrill, Istituto Luce, Rai Teche, IUAV ed Eni, la ricostruzione dell’Italia del dopoguerra. Nella seconda, curata da Francesca Fabiani, in mostra il lavoro dei fotografi, ognuno impegnato a raccontare, con taglio diverso, l’esperienza dell’architettura legata al petrolio: Pellegrin si concentra su un intenso reportage di una raffineria nei pressi di Ravenna; Cimmino sul rapporto tra elettricità, carburante e città; Di Bello sull’aspetto più sociologico del problema, con 60 ritratti di passanti davanti a un distributore di benzina in tre vecchi quartieri periferici milanesi. Infine, nella sezione Visioni curata direttamente da Pippo Ciorra (curatore della mostra), lo sguardo si sposta al futuro per accogliere i progetti exhibition specific di sette studi internazionali di architettura che hanno provato ad immaginare i cambiamenti del paesaggio grazie all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.  Dal Cile un’installazione multimediale che consente al visitatore di “agire virtualmente” sui flussi di energia della città di Santiago; dalla Corea del Sud una clinica immaginaria per il rifornimento di energia; tutta italiana invece l’idea di un’autostrada che fornisce energia lungo tutto il percorso, come anche l’installazione interattiva dove il pubblico produrrà energia reale… pedalando; mentre proviene dal Sudafrica l’affascinante lavoro su un villaggio di pescatori vicino a Cape Town che auto-produce energia in una dimensione domestica e comunitaria; dal Giappone la stazione di rifornimento che opera come una foresta; dalla collaborazione di Australia e Danimarca nasce infine l’idea per cui l’identità del luogo e la più alta tecnologia si possano fondere per creare energia sostenibile.

A coronamento di ciò, la sezione più sperimentale di tutte, Research, nella quale non solo architetti, ma anche designer e scienziati, si interrogano sull’argomento, con la presentazione del progetto per la Roadmap 2050, un wallpaper che ridisegna la geografia europea dal punto di vista energetico; del il “corridoio ecologico” Berlino-Palermo; e Botanica, progetto di design, per una nuova lettura delle materie plastiche.

Questo e molto altro ancora è Energy. Architettura e reti del petrolio e post-petrolio.  Tre mostre in una per raccontare sessant’anni di storia italiana (e non solo) con uno sguardo “visionario” al futuro. Una mostra di ricerca che intende presentare gli aspetti più rilevanti del tema, annodati in un percorso espositivo che racconta il ruolo dell’energia nei processi di sviluppo e trasformazione che hanno interessato il paesaggio italiano a partire dalla metà del secolo scorso e che disegneranno il volto del paesaggio mondiale del terzo millennio.