Il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici nei prossimi anni porteranno nuove immigrazioni e fame, questo l’allarme lanciato dai ricercatori ONU nel rapporto “Cambiamento climatico e territorio” del comitato scientifico dell’Onu sul clima, l’Ipcc, realizzato da 66 ricercatori da tutto il mondo, compresa l’italiana Angela Morelli.

Il riscaldamento globale produrrà sempre più guerre, fame e migrazioni, facendone pagare le conseguenze soprattutto alle popolazioni più povere di Africa e Asia, ma mettendo a rischio anche il bacino del Mediterraneo. Cosa si può fare per combattere questo scenario apocalittico? Iniziare a prendere coscienza del problema e gestire le proprie scelte di vita con un ottica più green e a favore dell’ambiente. Un piccolo passo per cercare di salvare il pianeta è quello di adottare una dieta che preveda poca carne e latticini, prodotti che non provengano dallo sfruttamento eccessivo di terreni, risorse e acqua.

Dal testo del rapporto si legge:

”I cambiamenti climatici possono amplificare le migrazioni sia all’interno dei paesi che fra un paese e l’altro. Eventi atmosferici estremi possono portare alla rottura della catena alimentare, minacciare il tenore di vita, esacerbare i conflitti e costringere la gente a migrare. Il cambiamento climatico inoltre aumenterà gli impatti economici negativi della gestione non sostenibile del territorio”

Insomma il costante aumento della temperatura media globale e lo sfruttamento senza precedenti delle risorse naturali da parte dell’uomo sono minacce sempre più pericolose e vanno fermate per evitare una catastrofe. I ricercatori oltre a soluzioni a lungo termini come la ri-forestazione del pianeta propongono anche una serie di iniziative attuabili fin da subito come la produzione sostenibile di cibo, la gestione sostenibile delle foreste, la gestione del carbonio organico nel suolo, la conservazione degli ecosistemi, il ripristino del territorio, la riduzione della deforestazione e del degrado, la riduzione della perdita e dello spreco di cibo.