Ennesimo caso di femminicidio a Rovigo, a perdere la vita è Giulia una ragazza di 23 anni strangolata da Roberto, il suo compagno che la inondava di messaggi su whatsapp da “copriti” a “io ti uccido”. Messaggi che letti in sequenza uno dopo l’altro sono come proiettili al cuore, una storia agghiacciante che questo Stato non è riuscito a dare un lieto fine.

La vittima si chiama Giulia Lazzari, 23 anni di Adria, mentre l’uomo che aveva sposato, con cui aveva avuto una figlia di 4 anni e che si è trasformato nel suo assassino ha 28 anni e si chiama Roberto Lo Coco. Lui diceva di amarla ma quello che provava era un’ossessione e un delirio di possesso verso una donna. L’uomo, con problemi di tossicodipendenza, aveva un comportamento geloso e possessivo che ha fatto decidere a Giulia di troncare il rapporto con il marito: lui non voleva la separazione e lo scorso 8 ottobre lui l’ha strangolata.

I medici sono riusciti a rianimare Giulia, ma per la cameriera 23enne di Adria, non c’è stato nulla da fare: per troppo tempo il suo cervello è rimasto senza ossigeno.

Proprio Facebook è stato più volte il luogo dove Lo Coco lasciava traccia dei suoi deliri. Pochi giorni prima di strangolarla proprio in un lungo post su Facebook Roberto Lo Coco scriveva:  “Non posso credere che l’amore che provavi per me sia scomparso (…) Non troverai mai qualcuno che ti ami come ti ho amato io (…)Questo l’hai voluto te non io, mai avrei voluto separarmi da te ciao”.

Dalle chat whatspapp di Giulia Lazzari con il marito emergono dettagli spaventosi che non possono lasciare indifferenti. Minacce e frasi che non evidenziano una gelosia ma una vera e propria sudditanza non accettabile nel 2019:

Non truccarti

Fatti brutta

Non aggiustarti i capelli

Non salutare nessun maschio

Se quando esci dal supermercato qualcuno dice arrivederci…tu fai finta di non sentire perché non puoi risponde ad un maschio

Mettiti una felpa lunga e larga e un pantalone largo così non si vedranno le forme del tuo corpo

Quando un maschio dice frasi simili o pensa che una donna gli appartenga non si può non sottovalutare  la pericolosità del soggetto e mettere in campo azioni per arginarlo. “Chi ti picchia non ti ama!” questo è il messaggio che istituzioni e media continuano a ripetere e ciononostante sono 52 i casi di femminicidio solo nel 2019.

“Fatti brutta o ti uccido”: i messaggi choc inviati a Giulia prima del femminicidio