Domani 19 marzo, si celebra la Festa del papà, ricorrenza diffusa in tutto il mondo, che in Italia, come in altri Paesi di tradizione cattolica, cade in concomitanza al il giorno di san Giuseppe, padre putativo di Gesù, protettore dei poveri, degli orfani e delle ragazze nubili, come anche dei falegnami, da sempre i principali promotori della sua festa.

Pare che l’usanza di dedicare un’intera giornata alla celebrazione dell’amore paterno provenga dagli Stati Uniti, dove fu celebrata per la prima volta intorno ai primi del 1900, quando la signora Sonora Smart Dodd, ispirata dal sermone ascoltato in chiesa in occasione della festa della mamma, decise di organizzare una festa in onore di suo padre, veterano della guerra di secessione americana. Era 19 giugno del 1910, data in cui cadeva il compleanno del Signor Smart. Da allora la festa del papà si diffuse in tutto il mondo, anche se il giorno della sua celebrazione può variare da nazione a nazione: molti paesi hanno mantenuto la terza domenica di giugno come giornata dedicata alla festa del papà, mentre nei paesi di tradizione cattolica viene fatta coincidere con il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, archetipo del padre e marito devoto. Fanno eccezione Russia e Danimarca, per le quali la festa assume invece un significato del tutto civile: nel primo caso coincide infatti con il giorno in onore dei difensori della patria, mentre nel secondo con le celebrazioni per la Costituzione.

Ma non solo la data varia di nazione in nazione, svariate sono infatti anche le usanze tipiche per dichiarare tutto il nostro amore nei confronti di una figura speciale come quella del papà: abitudine molto suggestiva è quella francese di regalare una rosa rossa ai papà e una rosa bianca a quelli che purtroppo non ci sono più, ma ancora vivono nel cuore dei figli. Dall’Inghilterra invece la tradizione di celebrare il “San Valentino dei padri”, celebrati con fiori, dolci e cioccolatini, mentre nell’America del sud si accendono falò nelle città e si sfidano i papà a superarli con un salto; più fortunati sono i padri tedeschi, trasportati per le vie delle città su uno o più carri trainati da buoi.

Per quanto riguarda l’Italia, la festa del papà inizia ad essere celebrata nel 1968, come festività nazionale. Attualmente non lo è più, è stata abrogata, tramutandosi in un momento di ritrovo familiare, vissuto con grande gioia soprattutto dai bambini, che festeggiano la figura paterna con piccoli regalini, simbolo di riconoscenza. La ricorrenza è inoltre spesso accompagnata da tradizioni e usanze tipiche, che tendono a variare da regione in regione. Secondo la tradizione popolare, San Giuseppe protegge gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati, motivo per cui, in alcune aree, il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo, mentre altrove la festa viene fatta coincidere con la festa di fine inverno. Esiste però un comune denominatore che, da nord a sud, unisce tutte le regioni nel comune intento di deliziare, nel giorno a loro dedicato, tutti i papà d’Italia. Stiamo naturalmente parlando dell’arte culinaria:  che si tratti infatti di Bignè di San Giuseppe, zeppole, o raviole, in tutte le loro più svariate declinazioni, certo è che, qui da noi, i papà sappiamo “prenderli per la gola” … e quale regalo più gradito di un dolcetto preparato con amore?!

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