L’Umbria e i suoi abitanti devono cominciare ad accettare una cosa: questa regione non si occupa solo di salumi, di olio e di vino. Per carità, queste cose ci vengono benissimo, ma per esempio in questa settimana l’Umbria si occupa anche di informazione e giornalismo, e, come con i salumi, con l’olio e col vino, cerca di farlo in grande stile, o se preferite come Dio comanda.

Come ogni primavera, infatti, anche stavolta la città di Perugia ospita il Festival Internazionale del Giornalismo, evento ormai molto conosciuto, ideato e realizzato da Arianna Ciccone e Chris Potter. Più di 500 giornalisti ed esperti di comunicazione, più di 200 eventi, keynote, incontri, interviste, presentazioni, workshop, ecc.
Troppa roba per un solo inviato, anche se questo inviato è Dio, ma farò il possibile per raccontarvi il mio vagabondare per il festival.

Per colpa del traffico, nella prima giornata mi sono perso la prima fascia di eventi del mattino. Per la seconda fascia, ho deciso di seguire lo workshop “Free or pay: come si informano i giovani d’oggi”, con Matteo Grandi (direttore Piacere Magazine), Alvaro Moretti (direttore Leggo), Giampaolo Roidi (direttore Metro), Massimiliano Valerii (Fondazione Censis).

Per i lettori di Leonardo, ho trovato estremamente interessante l’analisi del Censis: calano ancora le vendite dei cartacei, c’è una contrazione generale delle pubblicità, a causa della crisi, e ovviamente solo i dati riguardanti internet sono in crescita. L’utente giovane attraverso il web si fa i suoi palinsesti, mixa diverse fonti di informazione e produce (e condivide) contenuti personali, riguardanti la propria biografia. Si parla di era biomediatica.

I giovani non hanno accantonato le fonti di informazione classiche (quotidiani e telegiornali), ma le hanno integrate e mixate. In fatto di informazione, ormai i giovani non fanno alcuna differenza tra TG, giornali, blog o social network.
La gerarchia delle fonti non esiste più, e il rischio è quello di non informarsi davvero, ma semmai costruirsi uno specchio informativo distorto e troppo ritagliato sui propri gusti, dove ogni utente cerca e trova (con la complicità dei motori di ricerca) semplicemente quello che desidera sentire, a scapito dell’attendibilità delle informazioni.

Nel pomeriggio era atteso anche Matteo Renzi, ma è dovuto tornare a Roma, ovviamente per gli impegni legati al nuovo governo Letta.

Dio vi terrà aggiornati sul festival.