Un messaggio forte, quello che arriva dal vicepremier Angelino Alfano, ed una piccata risposta da parte di Dario Franceschini: “Il Governo è a rischio”, dice il primo. La replica del secondo: “Dà un diktat a se stesso“. E mentre l’Italia continua a zoppicare, loro proseguono solo a punzecchiarsi…

Il vicepremier, intervenuto telefonicamente in diretta durante i lavori del Festival del Lavoro di Fiuggi, non usa mezzi termini: “Il destino del governo è legato al programma e se non è realizzato il governo non va avanti – le sue parole - dobbiamo intervenire sulle tasse, sul cuneo fiscale e detassare le nuove assunzioni. Sono questioni fondamentali e, a partire dall’Iva, la nostra linea è evitare l’aumento della tassazione”.

Da Milano arriva la secca replica da parte del vice-ministro dell’Economia, Stefano Fassina: “Nessuno nel governo vuole aumentare le tasse – dice - o cerca di scaricare sul piano programmatico del governo le tensioni accumulate da Silvio Berlusconi sul versante giudiziario? Non aumentare l’Iva potrebbe essere lo strumento più significativo per rilanciare la ripresa e di conseguenza anche l’occupazione. La migliore, la più efficace, l’unica ricetta utile per il lavoro è la ripresa e per questo evitare l’aumento dell’Iva è l’intervento più utile che possiamo fare per il lavoro perché vuol dire non ridurre ulteriormente i consumi, le attività delle imprese e l’occupazione. L’Iva quindi è una priorità, soprattutto ai fini del lavoro”.

Il ministro dei rapporti col Parlamento, Dario Franceschini, ironizza: “Adesso siamo arrivati alla perfezione del ‘diktat’ al governo pronunciati da esponenti che del governo fanno parte. Evidentemente lanciano ultimatum a se stessi. Tra tutte queste parole noi intanto continuiamo a lavorare per reperire le risorse possibili”.