Roberto Formigoni condannato per corruzione lascia il carcere, il giudice di sorveglianza concede gli arresti domiciliari all’ex governatore della Lombardia. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano accogliendo la richiesta dell’ex governatore lombardo, condannato a 5 anni e 10 mesi per corruzione e fino ad oggi tenuto dal carcere milanese di Bollate. I giudici hanno ritenuto che l’ex presidente della Regione Lombardia abbia capito i suoi errori e che sia pronto per un percorso di riabilitazione ospite di un amico in una casa di Milano e come volontario in un’associazione cattolica.

Secondo i legali, Formigoni “aveva il diritto di chiedere”, dopo la sentenza passata in giudicato, entro 30 giorni “la detenzione domiciliare” in ragione del fatto che è ultrasettantenne. Nel concedere i domiciliari i giudici hanno valutato positivamente il “basso profilo” tenuto da Formigoni in carcere con i detenuti che, in quanto ex politico, gli hanno fatto molte richieste.

Qualche mese fa al settimanale Tempi, Formigoni, aveva raccontato la sua vita in Carcere:

Hanno potuto condannarmi ma non hanno potuto decidere del mio modo di reagire e di vivere, non hanno potuto inquinare né il mio cuore né il mio cervello. (…) Qui c’è il tempo per la corrispondenza: le lettere, le mail e i messaggi che per settimane mi sono arrivati a fiumi (ben oltre 2.000) oggi hanno un po’ rallentato il ritmo, ma ogni giorno ci sono nuovi arrivi. È qualcosa di straordinario, che mi emoziona e mi sorprende ogni volta.

Secondo l’accusa i fatti contestati all’ex Governatore, e per cui è stato condannato, sono stati gravissimi: una corruzione che ha riguardato un giro di oltre 61 milioni di euro e circa 6 milioni di utilità sarebbero arrivati proprio allo stesso Formigoni “in vari flussi e forme”.