Vittoria schiacciante dell’ex-presidente Nicolas Sarkozy nel secondo turno delle elezioni provinciali – in Francia si è votato ieri. Il suo partito – l’UMP – insieme ai suoi alleati arrivano a controllare 67 dipartimentiprima di queste elezioni ne controllavano 40. L’Union pour un mouvement populaire conquista il 26,02% dei suffragi, con 1.032 consiglieri eletti.

La sinistra ovviamente si trova nella situazione opposta: ha vinto in 34 dipartimenti – 24 vanno al partito socialista, 2 al Parti Radical de Gauche, 1 al partito comunista, ed un altro a una diversa denominazione di sinistra -, ma prima di queste elezioni ne controllava 61. In totale, 28 dipartimenti sono passati da sinistra a destra, mentre solo 1 – il Lozère – ha fatto il percorso inverso.

La sinistra perde soprattutto alcuni dei suoi bastioni, come i dipartimenti Côtes-d’Armor o Bouches-du-Rhône, ma anche i feudi di personalità del partito socialista, come l’Essonne di cui l’attuale premier socialista Manuel Valls è stato deputato, la Corrèze, che era stata terra di conquista per il presidente francese François Hollande, la Seine-Maritime, terra del ministro degli Esteri Laurent Fabius o ancora il Nord del sindaco di Lille Martine Aubry.

L’altro aspetto caratterizzante di queste elezioni è che il Front national (Fn) non sarà al governo in nessuna provincia, visto che nel secondo turno il partito di Marine Le Pen non è riuscito a sopravanzare i contendenti nemmeno nei dipartimenti del Vaucluse o dell’Aisne – in questa due zone era in testa dopo il primo turno.

Anche se non sarà al governo in nessuna provincia l’Fn ha comunque realizzato un risultato storico in queste elezioni: passa da uno ad almeno sessanta eletti nei nuovi consigli dipartimentali. Anche in Francia – come abbiamo già visto in Italia -, il vero trionfatore delle elezioni sembra essere il partito degli astensionisti. Secondo i dati comunicati dal ministero degli Interni, il tasso di astensione totale ha raggiunto il 50,01%, una cifra leggermente superiore a quella del primo turno (49,83%). La differenza rispetto all’Italia è che tali livelli di non voto sembrano più abituali per i nostri vicini: nel 2011 alle elezioni cantonali il tasso di astensione era stato del 55,29%.