Emergono nuovi inquietanti dettagli sul disastro aereo della Germanwings, causato dal copilota Andreas Lubitz. I risultati delle indagini effettuate dagli inquirenti tedeschi svelano che Lubitz aveva premeditato il suicidio. L’uomo aveva programmato di uccidersi facendo schiantare l’aereo e causando una strage. A farlo supporre agli investigatori è la cronologia delle ricerche svolte online da Lubitz.

Il copilota della Germanwings, nei giorni precedenti il disastro aereo, avrebbe infatti cercato in rete informazioni su trattamenti medici e metodi per suicidarsi. Altre ricerche effettuate dal pilota tra il 16 e il 23 marzo si sono concentrate sulle porte della cabina di pilotaggio e sui sistemi di sicurezza. Tutti indizi che lasciano pensare che Lubitz abbia premeditato di lasciare fuori dalla cabina il primo pilota, approfittando di una sua breve assenza per andare in bagno per barricarsi all’interno e dirottare l’aereo in picchiata verso la montagna.

Ma probabilmente l’uomo aveva in mente di compiere una strage già da diversi mesi. Non possono infatti non tornare alla mente le parole profetiche che il pilota rivolse alla fidanzata qualche mese prima:

Sto pianificando un’azione atroce che sarà ricordata per sempre.

La donna avrebbe inoltre riferito che Lubitz si sarebbe svegliato nel cuore della notte, in preda agli incubi, urlando: “Stiamo precipitando”. Un incubo che il pilota, tormentato dalla depressione, avrebbe poi trasformato in realtà, mettendo fine alla sua vita e a quella di altre 149 persone.

Oltre a indagare sul passato di Lubitz e sulle sue turbe psichiche, le indagini degli inquirenti si stanno concentrando sulla ricostruzione degli ultimi minuti di volo dell’Airbus A320 della Germanwings. Il ritrovamento della seconda scatola nera nei giorni scorsi potrebbe rappresentare una svolta per ricostruire la dinamica dell’incidente. Gli investigatori si dicono fiduciosi: la seconda scatola nera è stata ritrovata in buone condizioni e ci sono buone probabilità che possa essere utilizzata per scoprire cosa è accaduto di preciso sull’aereo della Germanwings quel terribile 24 marzo 2015.