Gessica Notaro, 29 anni, è la ragazza sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato Edson Tavares, condannato a 15 anni e 5 mesi di reclusione. Ora che sono uscite le motivazioni della condanna (“appare la ferma la volontà di punire per sempre la vittima privandola non solo della sua speciale bellezza ma anche della sua stessa identità”), la ragazza ha deciso di parlare a Repubblica.it.

Lui voleva anche levarmi la vista perché io non potessi più guardare nessun altro, perché non potessi più guardare in faccia alla vita: mi vengono i brividi ancora oggi a pensarci. Voleva cancellare tutto di me.

E ancora:

Io ho dovuto sopportare di sentirmi rinfacciare, anche dai suoi legali, che ero io la gelosa che lo tormentava. Per tre anni mi ha fatto soffrire, la mia frustrazione era data dai suoi continui tradimenti. Ho sopportato, poi l’ho lasciato. Non gli ho tirato dell’acido addosso, non ho deciso della sua vita. Lui lo ha fatto, senza pietà.

La Notaro è soddisfatta della sentenza che definisce “giusta” nonostante il rito abbreviato:

Non ci possono essere attenuanti, va punito e basta. Meglio ancora sarebbe stato se non gli avessere concesso il rito abbreviato. Ma non è responsabilità dei magistrati, loro non potevano fare diversamente, è la legge che va cambiata. In questi casi non deve essere permesso.

Gli incubi per Gessica Notaro continuano:

Vedo ancora fantasmi, quando cammino per strada, faccio una passeggiata con mia mamma o il mio fidanzato, basta una bicicletta che mi sfreccia sul lato sinistro, dove io non vedo, che il cuore mi va a mille, sento l’istinto di fuggire. I primi tempi, tornata a casa dall’ospedale, non riuscivo nemmeno ad aprire la bocca per fare colazione, la mia pelle era diventata una maschera di gomma che mi intrappolava: non potevo parlare senza sentire dolore, non potevo urlare, piangere. Mi ripetevo: cosa ho fatto per meritarmi questo?

A ottobre si sottoporrà ad altre operazioni. La ripresa è molto dura ma Gessica ha deciso di affrontarla con positività e sorriso. Queste le sue parole:

Mi trucco, mi copro l’occhio con la benda di lustrini, cerco di vedermi bella. Ma i segni sul mio volto ci sono, e provo nostalgia di quello che ero. Per questo da un mese vado da uno psicologo: è venuto il tempo di farmi aiutare. Sono cambiata dentro? Sì, sto perdendo molti filtri, anche sui social ho deciso di rispondere a chi mi insulta. La mia ripresa fa piacere a tanti, sento che sono circondata da persone che mi vogliono bene. Ma nella testa di molti c’è l’idea che dovevo chiudermi in casa a fare la vittima. Non l’ho fatto, non lo farò. La mia ragione di vita è testimoniare e lottare contro la violenza alle donne.