27 gennaio, Giornata della Memoria. Per non dimenticare Milano crea il Memoriale della Shoah celebrato ogni anno su un luogo simbolico: il binario 21 della Stazione Centrale. Una vasta area interna alla stazione Centrale di Milano, con accesso a livello stradale su via Ferrante Aporti. Posizionata al di sotto del piazzale dei binari, l’area adibita al carico della posta, fra il 1943 e il 1945, servì alla deportazione degli ebrei d’Italia.

Questo stranamente è un luogo rimasto sconosciuto a tutti fino all’inizio degli anni Novanta. È l’unico luogo al mondo rimasto intatto dopo la guerra teatro di eventi come il carico dei treni” – racconta il vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah Roberto Jarach – “l’area è stata riportata all’aspetto originario, con cemento armato faccia a vista. Il lavoro dell’architetto è stato riportare a una realtà storica l’edificio, abbiamo pulito tutte le stratificazioni del tempo e degli utilizzi del tempo“.

Dal Binario 21 venivano formati i convogli RShA con un ingegnoso sistema: uno per volta ogni carro bestiame veniva stipato con circa un centinaio di persone (in origine i carri trasportavano 8 cavalli), piombato e quindi posizionato su un carrello traslatore, che si muoveva lungo un’enorme galleria. Veniva poi bloccato in corrispondenza di un ascensore montavagoni e sollevato dal ventre della stazione fino a raggiungere un binario di manovra all’aria aperta, situato fra i binari18 e19. Completato il convoglio, il treno della morte partiva, lontano da occhi indiscreti, verso l’inferno di Auschwitz-Birkenau.

La struttura oggi è composta da più aree: il Memoriale dedicato alla testimonianza degli eventi, e il Laboratorio della memoria,  il Binario della Destinazione Ignota, per il carico e scarico dei vagoni, e Il Muro dei Nomi, di tutti i deportati dalla Stazione Centrale. L’opera, non ancora completata, sarà destinata soprattutto alle scuole.