Il 5 ottobre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale degli Insegnanti, istituita dall’UNESCO. Quest’anno il tema è la “parità di genere” per una professione che ha una grandissima dimensione femminile: i dati affermano che le donne rappresentano il 62% degli insegnanti della scuola primaria. Il rapporto mette in evidenza alcune preoccupanti carenze su scala globale: mancano all’appello almeno due milioni di insegnanti per raggiungere l’obiettivo internazionale di garantire a tutti l’accesso all’istruzione primaria entro l’anno 2015, definito dagli accordi Education for All e dai Millennium Development Goals. L’insufficienza di insegnanti non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo ma 112 Stati complessivamente tra cui gli Stati Uniti, la Spagna, l’Irlanda, la Svezia, e, ovviamente, l’Italia.

Come evidenzia Save the Children nel nostro Paese mancano all’appello 1.700.000 docenti, senza contare i 5.100.000 nuovi insegnanti che sarebbero necessari per sostituire quelli in uscita. In Italia, negli ultimi cinque anni il numero degli alunni dalla scuola primaria alle superiori è cresciuto di 90.990 unità. Ma questa crescita avrebbe dovuto comportare un conseguente aumento nel numero di docenti che invece nello stesso periodo sono diminuiti di 81.614 unità, generando classi sempre più numerose. Un paradosso inspiegabile a cui si aggiunge che, alla formazione iniziale degli insegnanti, non fa seguito una politica di formazione e aggiornamento in servizio.

“Ogni bambino nel mondo ha diritto ad una educazione di qualità, ma nessun bambino avrà la possibilità che tale diritto venga rispettato senza un insegnante adeguatamente preparato – ha affermato Anna Rita De Bellis, coordinatrice della Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione – nonostante i lenti progressi esiste una grossa e persistente carenza di insegnanti professionali ben preparati e supportati che incide fortemente sulla qualità dell’educazione e sulla capacità di apprendimento”. 

Lo slogan lanciato dalla CGE-IT è “Se riesci a leggere questo, ringrazia il tuo insegnante!”: un invito a riflettere su come sarebbe stata complicata, o se non altro incompleta, la nostra quotidianità se non avessimo avuto un buon insegnante. Solo così si potrà definitivamente allontanare l’analfabetismo di ritorno, un fenomeno che sta assumendo dimensioni drammatiche. Una sfida troppo importante da vincere il prima possibile.

photo credit: cgeitalia su flickr

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