Giulio Andreotti (foto by InfoPhoto), personaggio politico di spessore più o meno discutibile è stato una fucina di frasi, citazioni e battute divenute famose per la loro dose di ironia, ma talvolta anche forte impertinenza.

Spesso, soprattutto negli ultimi tempi, il Senatore aveva scherzato sulla sua veneranda età e sul suo attaccamento alla vita, ad esempio:

- “Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta, grazie a Dio. Tanti miei compagni di scuola non ci sono più. Io capisco e gli altri capiscono quello che io dico (in occasione del suo 91esimo compleanno)”.

- “In fondo, io sono postumo di me stesso”.

- “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

- “Di feste in mio onore ne riparleremo quando compirò cent’anni”

Numerose le “frecciatine” nei confronti di altri personaggi storici e politici. Ad esempio:

- [Sullo sciopero della fame della senatrice Franca Rame contro l'allargamento della base militare di Vicenza] “Assicuro la gentile collega che può contare sulla mia solidarietà: tra un pasto e l’altro non prenderò cibo”.

- [Su Giorgio Ambrosoli assassinato l'11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività Ambrosoli stava indagando, nell'ambito dell'incarico di commissario liquidatore della sua Banca Privata Italiana] “Certo è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando”.

[In riferimento al disegno di legge sui DICO]: “E dire che noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e per dare la terra ai contadini. Invece, oggi vogliono dare il contadino al contadino”.

Qualche altra frase famosa:

- “Il potere logora chi non ce l’ha”.

- “Aveva spiccatissimo il senso della famiglia. Era infatti bigamo ed oltre”.

- “L’umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi”.

- “Vi è un genere pericoloso di numismatici: i collezionisti di moneta corrente”.

- “Se fossi nato in un campo profughi del Libano, forse sarei diventato anch’io un terrorista..