Giuseppe Conte è sicuro che il governo non cadrà a gennaio 2020, almeno secondo quanto confida in un’intervista a Repubblica e nonostante le continue discussioni all’interno della maggioranza di governo. Sono molte le questioni che stanno mettendo a dura prova l’esecutivo Conte bis: dall’ex Ilva di Taranto all’Alitalia, dai danni del maltempo ai drammi dell’immigrazione, dagli emendamenti alla manovra alle tensioni tra gli alleati del Governo giallorosso.

Sullo scenario politico sta prendendo sempre più importanza il fenomeno delle “Sardine”, il movimento di protesta anti Salvini che sta cercando di porsi come argine al centrodestra nelle prossime elezioni regionali in programma a gennaio in Emilia-Romagna. Non aiutano il governo neppure le difficoltà che sta vivendo il Movimento 5 Stelle e al recente incontro tra Beppe Grillo e Luigi Di Maio, avvenuto a Roma dove attraverso una nota congiunta entrambi annunciano che è in atto un “nuovo corso governativo del M5S” e con il ministro degli Esteri che spinge per un nuovo contratto di governo ancora più stringente. Proprio a tutti gli alleati di governo Giuseppe Conte chiede uno stop alle liti e alle discussioni: “Il governo verrà giudicato non per i proclami o le frasi a effetto, ma per tutto ciò che di buono riusciremo a fare. Anzi, verremo giudicati anche per quel che avremmo potuto fare e non riusciremo a realizzare”.

Il presidente del Consiglio ha assicurato che con l’anno nuovo l’esecutivo andrà avanti con un cronoprogramma serrato come lui stesso annuncia:

“Con il nuovo anno dovremo realizzare un cronoprogramma con le riforme che l’Italia attende da anni: accelerare i tempi della giustizia civile penale, ridurre la burocrazia e digitalizzare la pubblica amministrazione, accelerare gli investimenti, rivedere in modo organico il sistema fiscale e in particolare l’Irpef, investire più efficacemente nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione”.

Conte ha aggiunto, poi, di non avere nessuna aspirazione o velleità ad essere il nuovo leader del M5S.