Tensioni, ultimatum e stalli: la nascita del governo giallorosso è sempre più difficile, slitta l’incontro tra Conte e i partiti di maggioranza. Conte deve cercare di ricomporre la frattura tra M5S e Pd che mette in serio dubbio la formazione del governo. Di Maio ieri aveva consegnato i 20 punti fondamentali per il MoVimento e “minacciato”: “O si seguono questi, oppure meglio andare a votare”. Confermata anche la consultazione su Rousseau mentre tra le priorità dei grillini non c’è la modifica dei decreti sicurezza. Una serie di ultimatum che hanno irrigidito la trattativa con il Pd, delle richieste imposte da Di Maio per confermare la propria centralità all’interno del governo e del proprio movimento che pare possa essere oscurata da Conte.

Un’altra ragione di scontro ieri con il Pd, insieme al nodo del vicepremier che sta a cuore a Di Maio. Giuseppe Conte, sin dalle consultazioni, fa capire subito che nel governo giallo-rosso ha tutta l’intenzione di giocare da protagonista, proponendo, secondo fonti parlamentari, a Pd e M5S di inoltrargli una rosa di nomi “credibili” per i ministri chiave nei confronti della quale Conte farà poi le sue scelte, confrontandosi alla fine con il presidente Mattarella che su quei nomi deve metterci la firma.

Intanto nella mattinata diverse voci del Pd sono critiche verso il Movimento o verso riforme fatte dal governo gialloverde, Padoan si scaglia contro quota 100: “Il mio giudizio su quota 100 è stato e rimane molto negativo. Contrariamente a quanto veniva fatto credere non è un meccanismo che crea più occupazione, anzi riduce i posti di lavoro,ed è molto costoso. L`ipotesi di non cancellare quota 100 e lasciarla morire alla sua scadenza naturale, darebbe una importante stabilità al programma di governo”.

Il presidente del PD Gentiloni twitta: “Non pretendo uno sprint, ma un’accelerazione gioverebbe. Alle possibilità di risolvere la crisi e soprattutto alla dignità della politica. Aspettando Rousseau”. 

Il centrodestra si prepara alla piazza e la Lega annuncia che i propri presidenti di commissione non si dimetteranno ma che continueranno a presiedere.