Pier Luigi Bersani bacchetta Beppe Grillo e gli chiede di essere responsabile. Ma il leader del movimento Cinque Stelle non ci sente e rilancia: “Se divento Premier ricompro i Bond italiani. E sono un europeista convinto”. L’intesa sembra sempre più lontana.

I due che dovrebbero esser vicini, al momento, non lo sono proprio. Anzi. Pier Luigi Bersani lancia una vera e propria sfida a Beppe Grillo: “Vorrei dirgli che non m’impressiona – le sue parole - ho le spalle abbastanza solide per sopportare tutte le battute e gli insulti. Gli pongo una sola questione, che si chiama democrazia. Io voglio fare una legge sui partiti e sono pronto a discutere del finanziamento ai partiti. Ognuno in Parlamento si prenderà le sue responsabilità. Grillo e il M5S cosa pensano? Fin qui hanno detto ‘tutti a casa’. Adesso sono nella casa anche loro. Quindi adesso o dicono tutti a casa ma compreso loro, o dicono come vogliono ristrutturare la casa”. Il segretario del Pd prosegue: “Non avrò vinto, ma è la prima volta che un partito di sinistra ha la maggioranza, assoluta o relativa nelle Camere. Avrò anche perso ma è la prima volta. Adesso si può e dico a Grillo: finanziamento ok, però tu adesso mi spieghi, quando facciamo la legge sui partiti, com’è la trasparenza e la partecipazione, come si eleggono gli organismi dirigenti, com’è il codice etico per le candidature. Facciamo questa sfida, perché parliamo di democrazia, che è un bene indivisibile, non ci può essere l’uomo solo al comando. Dopo Bersani c’è il Pd, dopo Grillo voglio sapere cosa c’è, non per Grillo ma per l’Italia. Su questo noi non molliamo , su tutto il resto si discute”.

Beppe Grillo risponde dall’estero, da un’intervista concessa alla Bild: “Sono un convinto europeo. Sono per una votazione on-line sull’euro, voglio un’Europa unita che sia moderna, parli una lingua comune e non undici diverse come nel Parlamento europeo – dice – di una cosa è certo: se fossi premier farei ricomprare all’Italia i suoi titoli di Stato da Paesi come Francia e Germania e contratterei nuovamente il tasso d’interesse. Voglio onesti ai vertici del Paese. Com’è in Europa, ma non in Italia. Monti non ha fatto vere politiche di risparmio. Invece di togliere ai privilegiati, per primi ai politici, si è servito coi risparmi delle famiglie che ora non sanno più come andare avanti senza soldi. Una cosa simile può essere per il bene dell’Italia? E dell’Europa? In verità l’Italia è persa da tempo. In un anno non avremo più soldi per pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. Non c’è più molto da salvare”.