I giorni sono decisivi per il futuro dell’Italia. Pierluigi Bersani vuole andare fino in fondo e giocarsi tutte le sue carte per salvare un Paese allo sbando. La mesta conferenza stampa di martedì è già un ricordo, ora il leader del Pd appare più deciso e determinato, pronto a sfidare quel Beppe Grillo che vuole soffiargli l’esecutivo.

In un’intervista a Repubblica Bersani (foto by InfoPhoto) ammette la “delusione per una governabilità a rischio. Per la prima volta un partito di centrosinistra ha avuto la maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato ma questo non ci ha consegnato di per sé la soluzione, come avverrebbe in altre democrazie del mondo…”.

Quando il giornalista gli fa notare la sconfitta politica nonostante tutte le condizioni favorevoli (l’onda delle sinistre in Europa, il neo-liberismo in crisi, la destra italiana allo sbando), Bersani risponde così: “Certamente questa ondata di protesta ed esigenza di cambiamento ci è arrivata in casa. Ma non è vero che le ‘condizioni di sistema’ erano così favorevoli. Sul terreno sociale non lo erano affatto. E questo io l’avevo percepito. Si vada a rileggere tutto quello che ho detto in campagna elettorale, e vedrà se non è vero”. 

Il leader del Pd rilancia la sfida a Grillo: “I suoi insulti non mi spaventano” e anzi è disposto a offrire alte cariche dello Stato a M5S e Pdl ma nessuno gli parli di un governissimo con Berlusconi: “Ora basta, di occasioni per dimostrarsi responsabile ne ha avute e le ha sprecate tutte”. L’idea, invece, è di un governo del cambiamento: “Chiamatelo come volete: governo di minoranza, governo di scopo, non mi interessa. Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare. È innegabile che la necessità di non rompere con Monti ci ha condizionato. E abbiamo pagato. Sono pronti sette o otto punti qualificanti da presentare in Parlamento e chiedo la fiducia a tutti partiti”.