Anche Enrico Letta ha concesso al Movimento 5 stelle la trasmissione diretta in streaming della consultazione per il governo. Come Bersani, ormai una vita fa. Ma a differenza dell’ex segretario Pd, che ha umiliato se stesso e il suo partito perché voleva inseguire inutilmente i grillini per evitare di fare un governo con il centrodestra, Letta ha condotto il gioco. Ha ripetuto con cortesia ma anche fermezza il programma di massima che aveva annunciato ieri dopo l’incontro col Presidente della Repubblica. Ha invitato gli inviati di Beppe Grillo ad uscire dal loro isolamento, ma senza abbassarsi al livello della supplica, come invece aveva fatto Bersani. Queste le richieste grilline, invece: perché il Pd non ha votato per Rodotà al Quirinale? E’ morale che Deborah Serracchiani sia stata eletta alla presidenza della Regione Friuli pur essendo parlamentare europeo? Abbiamo qui una proposta di legge per abolire i rimborsi elettorali, vuole firmarla?

A questo punto Letta ha recitato la parte paziente del maestro elementare che spiega le tabelline a scolari che non vogliono impararle, o proprio non ci arrivano: il Pd aveva scelto inizialmente Prodi, perché avrebbe dovuto votare per Rodotà? Chi viene eletto alla Regione deve dimettersi da altre cariche elettive; e il presidente incaricato ha preso la proposta di legge che Roberta Lombardi gli ha consegnato, l’ha sfogliata e poi l’ha giustamente messa da parte, perché i disegni di legge si discutono in Parlamento. Poi è tornato a parlare di cose serie.

Questa volta l’arma del web si è probabilmente ritorta contro Grillo e i suoi. Chi non è cieco ha potuto vedere con i propri occhi quali sono le persone affidabili in grado di governare e quali invece quelle capaci solo di agitare la piazza.

Qui sotto il video con un passaggio dell’incontro.