L’Imu tiene sempre banco in questi giorni nell’attività del nuovo governo. Si tratta del primo grande ostacolo per l’esecutivo di Enrico Letta. Ma non è l’unico. Ieri il presidente del Consiglio ha partecipato alla trasmissione Rai Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio. Intanto ha cercato di spostare la cancellazione di questa infausta imposta da un’ottica Cavaliere-centrica: “L’Imu non è una cosa di Berlusconi. Il suo superamento faceva parte dei programmi di tutti e tre i partiti politici che sostengono il governo. Il Pd aveva il superamento come uno dei piani essenziali. Si va in quella direzione, ma i particolari sono da discutere”.

I problemi drammatici del Paese non si esauriscono con l’Imu. Anche il rifinanziamento della cassa integrazione è una priorità assoluta: “E’ fondamentale, non è possibile interrompere la speranza. Il governo non deve solo intervenire, deve riformare, anche nel campo degli ammortizzatori sociali. Serve una riforma della cassa integrazione”.

E gli esodati? Letta ha promesso il massimo impegno, promettendo anche di mettere mano all’intero impianto della riforma Fornero sulle pensioni: “La riforma delle pensioni ha avuto effetti stabilizzatori importanti ma ha dato una botta di incertezza, mentre io vorrei che i cittadini tornassero a fidarsi dello Stato”.

Sulle riforme istituzionali: “Nel programma c’è l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, così come la riduzione dei costi della politica. La legge elettorale va cambiata assolutamente, perché è una delle leggi peggiori. La riforma si può fare con una legge ordinaria, ma la riduzione del numero dei parlamentari va fatta con una legge costituzionale quindi la procedura è più lunga. Volendo, bastano 7-8 mesi, ma bisogna farla con la maggior determinazione possibile”.

Immigrazione e riforma della cittadinanza, come vuole il ministro Kyenge, e su cui il centrodestra ha già protestato? Letta (foto by InfoPhoto) fa l’equilibrista: “Sono temi fuori della fiducia. Bisogna che ci siano dei dibattiti e non è scontato che ci siano accordi. Su ciò che è fuori del programma farò del mio meglio, ma vedremo”.

Infine una presa di posizione molto netta. Parlando di possibili tagli ulteriori su cultura, scuola e ricerca, il presidente del Consiglio ha dichiarato: “Mi prendo l’impegno: se ci saranno dei tagli mi dimetto“.