Il Premier Enrico Letta, direttamente dal festival dell’economia di Trento, traccia le priorità del suo Governo. E si lancia in progetti molto ambiziosi, ma che dovrebbero essere proprio alla base del fare politica: “Abbassare la disoccupazione e far costare meno il lavoro nel nostro paese per dare occupazione a più persone”. Un primo passo verso un Governo del fare? Per ora Letta sembra avere le idee chiare.

Letta, poi, smorza subito gli entusiasmi ricordando che l’equilibrio sarà fondamentale: “Faremo le scelte giuste – ha aggiunto – mantenendo gli impegni. Non ci si può più indebitare, l’Italia spende il 5% del suo pil per pagare i debiti del passato. Oltre a una maggiore credibilità internazionale e a liberare risorse in più, uscire dalla procedura di infrazione ci consente di andare al vertice europeo adesso e di non essere gli ultimi della classe”.

La nuova apertura arriva quando si parla dell’elezione del capo dello Stato. Un’apertura che sembra quasi portare all’elezione diretta sullo stile del presidenzialismo: “L’ultima elezione del Presidente della Repubblica mostra la fatica della nostra democrazia – precisa – la mia opinione è che non potremmo più eleggere il presidente della Repubblica con quella modalità”. Ore per il Premier inizierà un periodo molto delicato: Enrico Letta punterà tutto sulle riforme legate al mondo del lavoro, la defiscalizzazione dei giovani e molto altro ancora, tutti cardini per cercare di far ripartire un’economia che non decolla: “Credo ci sia bisogno di strumenti di solidarietà, ma vorrei si ragionasse con la prospettiva che prima o poi in Italia si potranno ridurre le tasse”, ha concluso.