Caricati sugli autobus a Roma per incontrarsi col leader in un luogo che nemmeno loro conoscevano: i parlamentari del Movimento 5 stelle, un quarto dell’elettorato italiano, contando gli astenuti.

In un agriturismo dalle parti di Fiumicino, Beppe Grillo ha oggi arringato i suoi, preoccupato dai segnali sempre più insistenti di una certa voglia di autonomia da certe posizioni del Capo. Qualcuno vorrebbe appoggiare un governo di Pier Luigi Bersani; altri vorrebbero trovare una convergenza sulla scelta del nuovo Presidente della Repubblica. Insomma, la linea di chiusura totale verso qualsiasi trattativa dettata da Grillo sembra mostrare qualche crepa. Ragion per cui è diventato necessario un richiamo all’ordine.

Sui contenuti di questa riunione, ufficialmente le bocche sono cucite. Ma qualcosa trapela. Grillo avrebbe detto che sono gli altri partiti a dividersi, non loro. Che non si aspetta una totale condivisione nel movimento, è legittimo che qualcuno la pensi in maniera diversa. Prevede che se ci sarà “l’inciucio” delle larghe intese, la gente si stancherà e prenderà i bastoni.

La solita stoccata ai giornalisti: gente incredibile, che prepara dossier contro di lui. E il Presidente della Repubblica: è necessario che il M5S arrivi calmo e sereno all’elezione, perché il prossimo Capo dello Stato sarà molto diverso da Napolitano, avrebbe spiegato il comico genovese (foto by InfoPhoto).

Insomma, un bonario consiglio a tutti i suoi parlamentari: state attenti, fidatevi di me, gli altri sono tutti dei lupi in agguato.

Niente streaming della riunione. Quello è riservato agli incontri con Bersani.