Ore di caos, con decine di arresti al termine di una notte di disordini a Hong Kong nell’area intorno al Politecnico dove sono stati arrestati decine di giovani. Cresce la tensione a Hong Kong dove le forze dell’ordine hanno tentato di irrompere al Politecnico con cruenti scontri. Intanto gli Stati Uniti condannano l’“ingiustificato uso della forza” e chiedono a tutti di “trattenersi dalla violenza e impegnarsi in un dialogo costruttivo”.

La polizia infatti ha fatto uso di lacrimogeni per impedire ai manifestanti pro democrazia asserragliati da giorni all’interno del Politecnico di uscire dall’edificio: i dissidenti hanno difeso le loro posizioni appiccando il fuoco sulle barricate e tirando frecce.

La polizia ha anche sparato tre colpi di pistola, prima dell’alba, per disperdere la folla, che aveva preso di mira un’ambulanza con lanci di mattoni e altri oggetti. Il primo bilancio degli scontri cominciati ieri parla di 38 persone ferite, tra cui anche un uomo di 84 anni.

Dall’Alta Corte di Hong Kong arriva la dichiarazione l’incostituzionalità del divieto dell’uso delle maschere introdotto lo scorso mese dalla governatrice Carrie Lam facendo leva sulla legislazione di emergenza, una norma che aveva suscitato violentissime polemiche. Così diverse decine di manifestanti vestiti di nero e con mascherina sono tornati infatti a bloccare Nathan Road all’altezza del Mira Mall che rimane chiuso.