La mostra I colori della seduzione. Giambattista Tiepolo e Paolo Veronese allestita per la quarta edizione delle “Giornate del Tiepolo” a Udine, presenta le opere dei famosi pittori Giambattista Tiepolo e Paolo Veronese in un confronto artistico davvero eccezionale. Allestita al Castello presso la Galleria d’Arte Antica di Udine, la mostra resterà aperta al pubblico fino al 1° aprile 2013.

La luce del Tiepolo, la potenza di Veronese. Ecco il centro nevralgico della mostra curata da William L. Barcham, Linda Borean e Caterina Furlan che, per la prima volta, lega due vertici supremi della pittura italiana. Giambattista Tiepolo trovò nell’arte di Paolo Veronese lo stimolo al superamento della “maniera scura” e il punto di partenza per la maturazione di un linguaggio che lo avrebbe trasformato nei decenni successivi in uno dei grandi protagonisti della pittura europea del Settecento. Per il pittore veneziano, Veronese diventerà quindi la guida all’interpretazione dei temi religiosi e della storia antica, modello di impostazioni scenografiche di natura teatrale, di prospettive architettoniche e di un’opulenza decorativa esplosa nella squillante tavolozza di colori puri, di luci e ombre colorate.

Gli affreschi della galleria del Palazzo arcivescovile di Udine (databili intorno alla metà del terzo decennio del Settecento) costituiscono il punto di partenza della mostra, poi articolata in quattro sezioni nelle quali Tiepolo e Veronese vengono messi a confronto nella trattazione di alcuni temi religiosi, mitologici e della storia antica: il Mosè salvato dalle acque, il Ratto d’Europa, le Cene e i Banchetti e l’Adorazione dei Magi.

Il complesso terreno di confronto tra i due artisti è messo in luce anche da bozzetti e disegni che illustrano le varie modalità con cui Tiepolo ha riletto l’eredità figurativa di Veronese nei vari momenti del processo creativo. Oltre alle tele, la mostra vanta infatti un gruppo straordinario di fogli di Tiepolo e Veronese, prestati da musei nazionali e internazionali di primo piano come la Galleria degli Uffizi, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Département des Arts Graphiques del Louvre, solo per citarne alcuni.

Al centro della mostra il Ritrovamento di Mosè: un’occasione unica per vedere riunite, dopo quasi duecento anni, le due tele che compongono il Mosè salvato dalle acque  di Giambattista Tiepolo: l’opera, tagliata negli anni ’20 dell’800, viene proposta nella sua composizione originaria, riaccostando il Mosè della Scottish National Gallery di Edimburgo con l’Alabardiere della collezione Agnelli di Torino. Le due parti della tela, che hanno avuto destini conservativi diversi, presentano oggi colori leggermente diversi, ma un elaborato sistema di illuminotecnica permetterà al visitatore di vedere l’opera sia come è realmente, che secondo una colorazione uniforme.
L’eccezionale esposizione è stata organizzata dai Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte di Udine con il prezioso supporto della Fondazione Crup. Il costo del biglietto d’ingresso è di € 8,00.