Tempo di verifiche per i conti dell’Italia da parte della Commissione Europea. Oggi i tecnici di Bruxelles si riuniscono per affrontare proprio la questione romana, concordando i nuovi passi da compiere: in molti si aspettano una lettera di richiamo sul debito 2018. Infatti tra il 2018 e il 2019 ci sarebbe stato uno scostamento finale dello 0,7% (circa 11 miliardi) rispetto agli obiettivi Ue, nonostante ci sia stata una richiesta del maggio 2018, fatta dal nostro Paese, di riduzione del deficit strutturale del 0,6 e la promessa di un taglio dello 0,3%.

Il presidente della commissione Jean-Claude Juncker anticipa a Giuseppe Conte, in un colloquio a margine della cena dei leader Ue, a Bruxelles che il 5 giugno, con ogni probabilità, verrà richiesta all’Italia una correzione dei conti se vuole evitare che scatti la procedura d’infrazione per debito eccessivo.  Il commissario preannuncia insomma la richiesta di una “manovrina“, che alcune fonti quantificano intorno ai 5 miliardi, con parole che per ora hanno l’effetto di frenare lo spread. Quando arriverà la lettera della Commissione, il governo avrà due giorni per rispondere. Da lì partirà un negoziato che passerà da una possibile correzione dei conti per evitare le sanzioni. Ci lavoreranno Conte e Tria, come per la manovra, ma Salvini questa volta potrebbe rovesciare il tavolo.

Salvini infatti in una diretta Facebook dice “C’è qualcuno che ha convenienza a tenere il governo italiano vincolato a regole vecchie, che tengono il Paese sotto scacco” e annuncia la volontà di mettere in campo la flat tax al 15% per i redditi fino a 50mila euro, di evitare l’aumento dell’Iva e una nuova pace fiscale.

L’economia sarà il tema centrale dei prossimi mesi, per il governo e per l’Europa.