Il carabiniere Vincenzo Di Gennaro è stato ucciso nel Foggiano mentre svolgeva il suo lavoro: si trovava nell’auto di servizio insieme a un collega, rimasto ferito, quando è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola. Un carabiniere assassinato senza alcun motivo, un delitto “privo di motivazioni”. “Un omicidio di estrema gravità che ferisce il Paese e colpisce lo Stato” ha detto il procuratore capo di Foggia.

Il killer probabilmente ce l’aveva con lo Stato, con le forze dell’ordine: qualche giorno prima aveva subito due controlli (nel primo sarebbe stato trovato in possesso di cocaina, nel secondo di un coltello) e ai carabinieri aveva detto “Ve la farò pagare”.

Era un grande lavoratore. Amava la sua divisa ed era un servitore vero dello Stato. Era molto cattolico e devoto a San Pio. Era un credente e me lo hanno ucciso. I delinquenti me lo hanno ammazzato.

Queste le parole del papà del carabiniere a cui fanno seguito quelle della compagna della vittima:

Avevamo costruito una casa e stavamo progettando il matrimonio. Però già convivevano e ci volevamo molto bene. Era un bravissimo ragazzo, era veramente in gamba. Sorrideva sempre, anche quando aveva difficoltà. Bisogna andare sempre avanti, diceva. C’erano i momenti in cui era giù di morale, però lui andava avanti perché diceva che la vita continua. Bisogna lottare e andare avanti.

Dura la presa di posizione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini:

Mi auguro che quello che ha ucciso il carabiniere di Foggia, mio coetaneo, passi il resto dei suoi giorni in galera lavorando dalla mattina alla sera. Troppo comodo stare in carcere a guardare la tv.