Ha dell’incredibile quanto accaduto a Mestre dove, a causa del traffico, una vedova è arrivata al funerale del marito in ritardo di circa 20 minuti. Con lei c’era anche il corteo funebre seguito da amici, parenti e da tutti coloro che volevano bene all’uomo venuto a mancare qualche settimana fa. Un ritardo che le è costato 70 euro di multa, stando a quello che prevede il regolamento comunale di polizia mortuaria, ovvero una “maggiorazione sepoltura in ritardo”.

La multa sarebbe stata comminata direttamente all’agenzia di pompe funebri che, a sua volta, l’avrebbe addebitata sul conto della donna. Secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, la società che gestisce l’igiene urbana non avrebbe mai applicato la sanzione. Questa la loro replica:

C’è un regolamento, che noi applichiamo. È prevista una sanzione, ma prima di arrivare a quello avvisiamo. Non accade mai al primo ritardo. Prima chiamiamo, poi chiediamo di rispettare i tempi, fino a giungere alla sanzione, che però viene data all’azienda perché quando i ritardi perseverano impattano in termini di costi sul personale nostro che lavora nell’occasione. E la sanzione non copre i costi aggiuntivi. Poi, quello che fa l’azienda non è una nostra competenza, ma ci teniamo a precisare che non si viene colpiti al primo ritardo.