La soluzione sembra essere vicina. Conte avrebbe trovato il modo di mettere d’accordo tutti, dai grillini alla Lega, da Di Maio a Salvini, su un argomento delicatissimo come quello della Tav. “L’opera non si può bloccare, mi occuperò io della revisione” ha detto il Premier al Ministro del Lavoro e al Ministro dell’Interno. La Lega, dunque, vorrebbe una sorta di “mini Tav”, con una riduzione dei costi e un referendum regionale per i cittadini del Piemonte. Intanto sarebbe arrivata una nuova analisi costi-benefici sulla Tav: lo Stato potrebbe perdere “solo” 3,5 miliardi di euro e non 7.

È possibile che nei prossimi giorni il Premier incontri il presidente Macron, un’occasione perfetta per ricucire i rapporti con la Francia. In questo modo l’Italia salverebbe i 300 milioni di euro di finanziamento dell’Ue e sbloccherebbe persino i bandi della società pubblica italo-francese che dovrebbe sovrintendere la costruzione della Torino-Lione. In merito alle penali l’Avvocatura dello Stato parla di 1,7 miliardi di euro ai quali bisognerà aggiungere i costi di adeguamento del Frejus per 1,5 e quelli di chiusura dei cantieri per 400 milioni. Il totale segna 3,6 miliardi di euro. 

Il 26 maggio, infine, potrebbe tenersi la consultazione sull’alta velocità in Piemonte, così come richiesto dalla Lega oltre che dal governatore piemontese.