Nella serata di ieri è diventata legge la battaglia sostenuta dal M5S sul taglio dei parlamentari: dalla prossima legislatura saranno circa 600. Il disegno di legge costituzionale che riduce i deputati a 400 dai 630 attuali ed i senatori a 200 dagli attuali 315, è stato definitivamente approvato a Montecitorio con 553 voti a favore, 14 contrari e due astenuti. Trattandosi di un disegno di legge costituzionale, era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti.

Un applauso dell’Aula proveniente soprattutto dai banchi di M5s, ha salutato l’approvazione definitiva della riforma per il taglio dei parlamentari. Luigi Di Maio esulta per aver conquistato uno dei punti programmatici caro al Movimento 5 Stelle, intitolandosi la vittoria ottenuta alla Camera:

“Una riforma storica, una grandissima vittoria per i cittadini italiani”.

Il premier Conte evidenzia “Approvato dal Parlamento il ddl costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari.Una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni. Per l’Italia è una giornata storica”. 

Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ha detto Si sul taglio dei parlamentari: “A differenza del Pd e dei 5 stelle la Lega non tradisce e mantiene la parola”. Arriva il Si anche di Forza Italia e di Fratelli d’Italia che ha sempre sostenuto questo provvedimento grillino – anche quando il Pd votava contro – come sostiene Giorgia Meloni “Per la quarta volta consecutiva Fratelli d’Italia ha votato a favore del taglio dei parlamentari. Senza tentennamenti, senza sotterfugi, senza chiedere nulla in cambio.Perché noi siamo sempre fedeli alla volontà popolare e questa riforma era attesa dagli italiani. Ora vediamo se gli altri partiti avranno il coraggio di seguirci nell’abolizione dei senatori a vita e nell’elezione diretta del Capo dello Stato.”

Su Facebook il segretario Dem Zingaretti conferma: “La riduzione dei parlamentari è una riforma che il centrosinistra e il Pd portano avanti, in forme diverse, da 20 anni. Oggi abbiamo deciso di votarlo tenendo fede al primo impegno del programma di Governo e anche perché abbiamo ottenuto, così come da noi richiesto, che si inserisca dentro un quadro di garanzie istituzionali e costituzionali che prima non c’erano. Ecco il motivo del nostro sì, rispetto al no che avevamo dato qualche mese fa. Ora andiamo avanti per migliorare la vita degli italiani”.

Tra i voti contrari al provvedimento quello di +Europa e alcuni del Gruppo Misto come Vittorio Sgarbi che inveisce contro i banchi dei pentastellati dicendo: “State stuprando il Parlamento, ricattate come Mussolini”.