E’ lui il principale responsabile della tragedia di Lampedusa, secondo quanto dichiarato da diversi testimoni. Bensalem Khaled, tunisino, era al comando del peschereccio affondato il 3 ottobre nei pressi della costa dell’isola siciliana. E’ stato riconosciuto da parecchi dei sopravvissuti al disastro. Polizia e Carabinieri lo hanno prelevato dal centro di accoglienza e lo hanno trasferito al carcere di Agrigento, dietro mandato d’arresto emesso dalla Procura del capoluogo.

Soprannominato “Capitano“, Khaled fa parte di un’organizzazione libica che gestisce il traffico di persone verso le nostre coste. Ha organizzato direttamente il viaggio, fino dalle prime battute. I 500 passeggeri sono stati tenuti in un capannone nelle campagne vicino a Misurata, prima dell’imbarco. I testimoni hanno riferito anche che è stato lo stesso Khaled a dare fuoco ad una coperta dopo l’avaria, per segnalare ai pescherecci la presenza del barcone. Lui e un aiutante, ancora da identificare, erano gli unici a dormire in una cuccetta, mentre tutti gli altri erano compressi sul ponte e nella stiva, tanto da dover restare sempre in piedi.

Nel frattempo proseguono le operazioni di recupero dei corpi ancora imprigionati nel peschereccio affondato (foto by InfoPhoto). Il bilancio ufficiale è salito a 235 vittime.