Stefano Pizzaggia, il gondoliere che quel tragico 17 agosto con il suo mezzo si scontrò contro il vaporetto in manovra, e costò la vita al professore tedesco in vacanza a Venezia con la famiglia, finisce nel registro degli indagati del pubblico ministero Roberto Terzo.

Non per una violazione al codice della navigazione, come successo per gli altri tre comandanti Actv coinvolti nell’inchiesta aperta dopo la morte in Canal Grande del turista tedesco Joachim Vogel, ma il cambio nel registro degli indagati è dovuto al fatto che il gondoliere è risultato positivo alla cocaina e all’hashish. (foto by InfoPhoto)

I test erano stati effettuati sabato, proprio il giorno dell’incidente, e il 25enne veneziano aveva tracce delle sostanza stupefacenti sia nelle urine sia nel sangue. Gli inquirenti sono portati a pensare che il gondoliere abbia assunto la droga la mattina stessa dell’incidente, o al massimo la sera prima. La casa e la barca del giovane sono state perquisite, il gondoliere ora risulta indagato per reato connesso all’omicidio colposo perché l’assunzione dello stupefacente potrebbe avere compromesso il suo stato psico-fisico mentre portava la gondola.

Sono 4 al momento gli indagati per il tragico scontro tra il vaporetto e la gondola su cui c’erano Vogel e la sua famiglia, i genitori e i tre figli nell’urto sono tutti finiti in acqua. Il padre, professore cinquantenne, e sua figlia di tre anni sono stati soccorsi immediatamente dai sommozzatori dei vigili del fuoco. I primi indagati erano stati il pilota del vaporetto coinvolto, Manuele Venerando, e quelli di altri due battelli Actv in manovra.

Stefano Pizzaggia era intenzionato a partecipare al funerale del padre di famiglia in Germania, non ci andrà.