Sono momentaneamente tre gli indagati dalla Procura di Avellino per l’incidente di domenica 28 luglio sull’A16, in cui morirono 38 persone. Oltre a Gennaro Lametta, titolare della ditta proprietaria dell’autobus precipitato e fratello del conducente Ciro, morto anch’egli nell’incidente, sono iscritti sul registro anche due persone che apparterrebbero alla Società Autostrade, ma i nomi non sono attualmente stati resi noti.

Le ipotesi di reato su cui sta lavorando la Procura sono concorso in omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Le indagini sono ora concentrate anche sulle condizioni della barriera di cemento sul viadotto, in materiale “New Jersey”, che non ha retto all’impatto col veicolo. Molta attenzione dagli inquirenti anche sull’autobus. Il mezzo aveva percorso più di 800mila chilometri dall’immatricolazione. Nei prossimi giorni la Polizia stradale consegnerà la relazione sulle parti meccaniche staccatesi dal pullman un chilometro prima dell’impatto con la barriera.

Intanto la Procura ha dato il via libera alla cremazione di 17 salme (foto by InfoPhoto). I feriti sono complessivamente 13, ricoverati negli ospedali di Avellino, Napoli e Salerno. Sei di queste persone sono giudicate dai medici ancora in condizioni molto gravi.