Colore, calore e battute sprecate sulla rivalità Pisa-Firenze. Quello tra Enrico Letta e Matteo Renzi nel capoluogo fiorentino è stato un incontro cordiale. Il ‘cinque’ tra il Presidente del Consiglio e il sindaco di Firenze è il preludio alla discussione sui futuri assetti di un disastrato Pd con Letta che avverte: “Chi pensa che noi rinverdiremo nel centrosinistra antiche storie di galli nel pollaio, ha sbagliato film”. 

In occasione de “La Repubblica delle idee”, il festival dei lettori del quotidiano, il premier (foto by InfoPhoto) mette le cose in chiaro sui temi caldi del governo: “Non sono un tipo da togliersi i sassolini dalle scarpe, se non servono per raggiungere risultati - ha detto Letta in un’intervista al direttore Ezio Mauro -. A volte bisogna metterci le palle, è una questione di coraggio. Soprattutto quando si guida un governo di necessità, unica alternativa al caos istituzionale: un pertugio dal quale si deve passare, anche se non è giusto parlare di pacificazione e io non mi sento un Togliatti!!. 

Sull’ingombrante alleanza di Silvio Berlusconi, Letta smentisce chi pensa che il Cav detti la linea all’esecutivo: “Il risultato elettorale di due domeniche fa dimostra che non è cosi. Lunedì (dopo i risultati delle elezioni amministrative, ndr.) ci renderemo conto che non è così e che gli elettori ne sono consci. Non ci sarà alcuna influenza, confido nel senso di responsabilità di tutti i parlamentari, è velleitario alzare bandiere”. 

Si parla poi di riforme: “Non si può immaginare di toccare la legge elettorale senza toccare il punto principale richiesto dall’opinione pubblica, la riduzione del numero di parlamentari. Credo che il Paese abbia bisogno di saper e poter decidere e la chiave è la fine del bicameralismo paritario. Questo tema lo considero essenziale”. Infine un messaggio a Beppe Grillo: “Quando sento il capo di uno dei principali partiti dire che il Parlamento è una tomba maleodorante, ho difficoltà che si possa fare granché con queste parole…”.