Arrivano i primi risultati dell’autopsia sul corpicino del piccolo Julen, un bimbo di due anni e mezzo caduto all’interno di un pozzo il 13 gennaio scorso, e ritrovato morto dopo giorni. I soccorritori hanno lavorato per lui giorno e notte, l’obiettivo era quello di recuperarlo sano e salvo: e, invece, il piccolino sarebbe morto lo stesso giorno della caduta, così come rivelato dall’autopsia effettuata all’Istituto di Medicina Legale di Malaga.

Sul cadavere del piccolo riscontrato un “trauma encefalico importante” e “molteplici traumi compatibili con la caduta”: Julen sarebbe stato trovato con le braccia rivolte verso l’alto “essendo precipitato rapidamente in caduta libera per 71 metri”, così come ha fatto sapere il delegato del Governo spagnolo Rodriguez Gomez de Celis. Il comune di Malaga ha proclamato tre giorni di lutto.

Queste invece, le parole di papà José:

Ho infilato il braccio fino alla spalla, poggiando la testa a terra, ho cercato di raggiungerlo, l’ho sentito piangere. Speravo fosse più vicino. Sono arrivato tardi. Mi sono precipitato subito, appena ho saputo che mio figlio era caduto nel pozzo. Ho tolto come ho potuto le pietre attorno alla buca, che prima erano state usate per coprirla. Ho cercato di prenderlo. Ho sentito mio figlio piangere.

Com’è avvenuto l’incidente? La moglie di José stava parlando al telefono, lui stava facendo la legna: “Mi aveva chiesto di controllare Julen che, però, si è allontanato. La cugina ha urlato ‘il bambino’ e tutti sono corsi verso di lui ma era tardi”.