Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è stato arrestato a Londra nell’ambasciata dell’Ecuador dove si era rifugiato dal 2012 proprio per evitare di essere estradato negli Usa. A prelevarlo ci hanno pensato sette agenti in borghese di Scotland Yard che, di peso, lo hanno trasferito dalla sede diplomatica (autorizzati dall’ambasciatore che aveva dato il suo ok).

Assange, durante l’arresto, ha accusato il governo inglese di essere incivile:

Il Regno Unito non ha civiltà!

“Julian ha detto qualche parola, ma è stato spinto in fretta a bordo di un furgone”, a raccontarlo è un testimone secondo cui Assange sarebbe stato “disorientato, non avendo visto la luce del giorno per oltre sei anni”. “Portarlo via così è stato crudele” ha concluso.

Le reazioni

Mosca ha auspicato che i “suoi diritti vengano rispettati”: la portavoce del Ministero degli Esteri ha detto che, con questo arresto, nel Regno Unito “la mano della democrazia strangola la libertà”. Il Presidente dell’Ecuador, invece, ha spiegato di aver revocato l’asilo ad Assange per “violazione della convenzione internazionale” da parte del giornalista australiano. Non verrà estradato in un Paese che applica la pena di morte.

Dall’Italia, infine, parla il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano:

L’arresto di Assange, dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà e una inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come Wikileaks. Amici britannici, il mondo vi guarda, l’Italia vi guarda. Libertà per Assange.