Roberto Cavalli è al centro di una polemica per il logo utilizzato nella fragranza Just Cavalli. Un gruppo di studenti ha scatenato una manifestazione pacifica fuori dall’Victoria & Albert Museum di Londra giovedì pomeriggio, dove era atteso lo stesso Cavalli per una conferenza, per protestare contro il logo della fragranza e per il suo utilizzo, considerato sacro per le credenze dei Sufi.

I Sufi non sono altro che una branchia della religione islamica considerato praticamente identico ad uno dei loro simboli religiosi, che simboleggiano la purezza mentre il designer l’avrebbe trasformato nel simbolo del peccato in forma di profumo, ma anche tatuaggio per i servizi fotografici della campagna.

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Lo stilista non si è presentato dato che alcune voci lo vedevano obbligato a disdire per motivi di salute. La protesta però non si è limitata solo ad un giorno, ma iniziata proprio nel 2013 quando per la prima volta è stato messo in commercio il profumo con il marchio nuovo tatuato, appunto, per la campagna pubblicitaria sulla modella e figlia del leader dei Rolling Stone Mick Jagger, Georgia May Jagger.

Tuttavia gli stessi portavoce della maison avrebbero dichiarato: “i loghi sono chiaramente differenti e in nessun modo possono essere considerati simili, e questo è stato anche riconoscoito dall’OHIM (Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno)” continuando “Quando la compagnia ha esaminato, concettualizzato e registrato il logo Just Cavalli, ha ricevuto una una totale assicurazione che non ci sarebbero stati problemi legati alla giustapposizione del logo, e infatti non ce n’è stato nessuno“.

A quanto pare non è la prima volta che dei prodotti firmati Roberto Cavalli hanno avuto dei problemi: nel 2004 una collezione swimwear è stata rimossa da Harrod’s dopo che un’organizzazione per i diritti umani hindu si era lamentata per aver utilizzato impropriamente delle figure religiose.

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