Quanto vale una birra? 9 Miliardi di euro, questo è quanto rivela uno studio dell’Osservatorio Birra che ha calcolato quanto valore crea in Italia la bevanda più di moda al momento. La birra è uno dei piaceri della vita, nel bicchiere ci sono anche valore aggiunto, occupazione, contributi fiscali e ricadute degli investimenti pubblici di cui beneficia tutta una filiera. Un rapporto dell’Osservatorio Birra di Fondazione Birra Moretti rivela quanta ricchezza per il Paese è merito della produzione e commercializzazione della birra, con oltre 9 miliardi di Euro di valore condiviso (calcolando valore aggiunto, occupazione, contributi fiscali, ricadute degli investimenti pubblici, effetti diretti, indiretti e indotti dell’industria birraria italiana). La filiera della birra è come una grande azienda che dà lavoro a quasi 100mila persone e ha pagato allo stato 4,3 miliardi di euro tra tasse e accise.

Per calcolare il valore condiviso, lo studio ha analizzato tutte le fasi della filiera della birra (approvvigionamento materie prime, produzione, logistica, distribuzione e vendita), considerando gli effetti diretti (valore aggiunto, contribuzione fiscale, occupazione, ecc.) delle attività dell’industria birraria italiana, quelli indiretti e indotti, le ricadute degli investimenti pubblici. Questa fotografia mette in luce come, guardando la filiera della birra nel suo insieme, le fasi a monte e a valle della produzione hanno un impatto maggiore rispetto alla sola fase di creazione della birra. Se, quindi, in uno scenario ovviamente irrealistico in Italia scomparisse tutto ciò che contribuisce alla produzione, distribuzione e consumo della birra, si creerebbe un “vuoto” in termini di ricchezza generata – per gli agricoltori che coltivano l’orzo, per chi produce il pack e le bottiglie, per chi lavora negli impianti produttivi, per chi la trasporta, immagazzina e vende, dai bar, ai ristoranti ai supermercati – pari allo 0.52% del PIL italiano. Mentre nel paragone con altri comparti del Made in Italy, la ricchezza generata dalla birra rappresenta la metà del valore della produzione di bevande nazionale.

La birra è sicuramente una delle bevande più di moda degli ultimi anni, un mercato in continua espansione e sempre pronto a innovarsi dal prodotto alla comunicazione. Non vanno dimenticate le varie aziende artigiane che propongono prodotti esclusivi e di altissima qualità. La birra ormai è presente nella quotidianità degli italiani che sia a pasto o per un aperitivo. Roma e Milano trendsetter dei consumi domestici, quindi della birra a pasto, con circa il 20% delle vendite nazionali.

Non va dimenticato il lavoro fatto sul prodotto birra dai grandi player, come Heineken, nella valorizzazione di birre locali che hanno una tradizione e un posto speciale nel cuore delle persone. Portando cioè nel bicchiere di birra un universo valoriale fatto di territori, persone, tradizioni locali. La conferma arriva da Søren Hagh, Amministratore Delegato di Heineken Italia: “Da qualche anno c’è un nuovo modo di bere birra in Italia. Il consumatore italiano cerca sempre più birre che hanno una storia da raccontare, un’esperienza in cui possano riconoscersi. Heineken Italia ha interpretato questa istanza fornendo un respiro nazionale o perfino internazionale a brand che avevano un vissuto soprattutto regionale. È una filosofia imprenditoriale, un percorso che abbiamo cominciato con Birra Moretti, passando per Ichnusa fino alla novità di quest’anno Birra Messina, un marchio fino a poco tempo fa quasi sconosciuto dagli italiani ma vero e proprio orgoglio per la Sicilia.” .