La Divina Commedia di Salvador Dalì – 1904/1989 – Fino al 3 marzo a palazzo di Primavera, Terni.

Cento tavole per illustrare il capolavoro di Dante Alighieri, quel fantastico viaggio dagli abissi degli inferi allo splendore del Paradiso attraverso il purificante Purgatorio. Cento tavole che, ospitate a palazzo di Primavera, Terni, costituiscono la mostra “La Divina Commedia di Salvador Dalì”. Le tavole sono oggi considerate come la più importante opera illustrativa dell’artista e riconosciute come uno dei capolavori del Novecento. “La Divina Commedia di Salvador Dalì – spiega Natale Antonio Rossi, presidente dell’ Unione nazionale scrittori e artisti – è l’illustrazione dell’opera di Dante più importante che è stata fatta nel ’900. Molti ci hanno provato, da Renato Guttuso, che è arrivato a 52 tavole, a Botticelli, fino a William Blake e Gustavo Dorè“. Nelle sale espositive del Palazzo di Primavera – visitabili al pubblico dal 18 gennaio al 3 marzo 2013 – sono esposte dunque le famose xilografie a colori, cui si aggiunge una fotografia che raffigura la centunesima tavola, rubata durante l’esposizione di Bruxelles, e la litografia scelta come manifesto dell’evento. La mostra prevede inoltre una serie di eventi collaterali che si svolgeranno ogni venerdì.
Salvador Dalì, genio versatile, il più originale e brillante interprete del Surrealismo, ha lasciato un’importante testimonianza di sè, oltre che come pittore e scultore anche come illustratore: dopo essersi cimentato con  I Canti di Maldoror nel ’34, la sua arte metafisica trova espressione nell’illustrazione dei grandi classici: Cervantes, Dante, Shakespeare, Boccaccio, la Bibbia.
Le cento tavole originali che illustrano la Divina Commedia e da cui le xilografie sono tratte, sono realizzate in tecnica mista, acquerello con interventi a penna e furono concepite agli albori del periodo mistico di Dalì. L’opera fu completata nel corso di dieci anni, dal ’50 al ’59 e fu presentata nel ’60 al Palais Gallièra di Parigi. Le tavole illustrano le tre cantiche, Inferno, Purgatorio e Paradiso, e sono suddivise in trentatrè trittici. Ogni trittico rappresenta un personaggio o un evento dei canti corrispondenti in ogni cantica.
Il periodo mistico, espresso nel suo “Manifesto Mistico”, porta Salvador Dalì a ridefinire la sua poetica richiamandosi alla pittura classica, all’età atomica e al misticismo. Scrive Dalì nel Manifesto Mistico : “A un ex-surrealista non può capitare niente di più sovversivo che diventare mistico e saper disegnare. Io vivo al momento entrambi questi tipi di forza…”
Nell’illustrazione di La Divina Commedia, l’eleganza del segno si coniuga con un magistrale ed innovativo uso del colore in cui la ricerca pittorica dell’artista trova libera espressione nell’originalità, freschezza e genialità dell’ispirazione. La figurazione, è spesso dissacrante, ironica e grottesca nella rappresentazioni dell’Inferno e del Purgatorio; delicatissime e celestiali sono invece quelle di Dante e Beatrice nel Paradiso. Il viaggio nell’oltremondo dantesco è stato interpretato da Salvador Dalì con i motivi più rilevanti della sua ricerca metafisica e mistica rappresentando in modo egregio l’elevata umanità della Divina Commedia.

Durante la presentazione, giovedì 17 gennaio, Simone Di Conza, presidente di Umbria Vision Network, associazione promotrice dell’evento, e Giulia Ronchini, curatrice della mostra, hanno illustrato i dettagli dell’iniziativa culturale, sostenuta anche dalla Federazione unitaria italiana scrittori (Fuis). “La missione che abbiamo – spiega Di Conza – è la produzione di eventi e attività che mettano la creatività, la lingua e la cultura italiana al centro. L’affermazione “con la cultura non si mangia” è un falso perché il sistema cultura italiano, in tutte le sue parti, fattura circa il 18 % del Pil interno”. Anche la creatività è dunque espressione del lavoro, il segretario provinciale di Uil Terni, Gino Venturi, ha così sintetizzato le ragioni che hanno spinto il sindacato a patrocinare la mostra.