Ci sono solo due modi per conoscere davvero la fotografa americana Cindy Sherman: incontrarla di persona o vedere i suoi lavori giovanili; ebbene, dal 10 gennaio tale possibilità prende corpo attraverso 2 importanti rassegne a lei dedicate.

Si parte dal Gucci Museo di Firenze che ospiterà fino al 7 Giugno la mostra “Cindy Sherman: Early Works”, una personale sull’eclettica artista che comprende tre importanti lavori: «Murder Mystery People» dove gli scatti evocano atmosfere da poliziesco tra crudeltà e umorismo; «Bus Riders», una sorta di performance fotografica in cui l’autrice interpreta i diversi tipi umani che viaggiano abitualmente in autobus negli anni ’70; e «Doll Clothes», pellicola animata del 1975. La mostra, a cura di Francesca Amfitheatrof, ripercorre gli anni di Buffalo, cruciali per la formazione di Cindy, periodo nel quale la fotografa eleva il gioco della metamorfosi a vero e proprio progetto artistico. Erano anche gli anni in cui si potevano acquistare le sue foto per 250 dollari, finché, nel maggio 2011, Christie’s ha battuto all’asta “Untitled #96” per 4 milioni di dollari, trasformando la camaleontica ragazza di Buffalo nella fotografa più quotata del pianeta.

La seconda esposizione a lei dedicata sarà inaugurata il 1° febbraio quando Merano Arte aprirà il sipario su un grande evento espositivo dedicato ad  una delle personalità dell’arte contemporanea più influenti e apprezzate a livello mondiale. La mostra Cindy Sherman. That’s me – That’s not me – Le opere giovanili 1975-77” curata da Gabriele Schor, in collaborazione con la Collezione Verbund di Vienna, presenta, per la prima volta in Italia, 50 opere che la fotografa e regista americana realizzò tra il ‘75 e il ‘77 a Buffalo, agli albori della sua carriera. Anche a Merano ci si concentrerà dunque sul periodo di formazione di Cindy perché proprio in quegli scatti, realizzati quando era poco più che ventenne, l’artista racconta di sé: attraverso il ritratto, mette in scena l’universo emotivo femminile. Il soggetto è sempre lei stessa, truccata e mascherata per interpretare personaggi e ruoli diversi.

Il corpus fotografico comprende tre filoni essenziali: con la serie Untitled (Growing Up) Cindy si dedica al ritratto. Ricorrendo al trucco e alla mimica realizza alcune serie fotografiche che la raffigurano con il volto trasformato: rappresentando i cambiamenti della fisionomia di una bambina che diventa ragazza mette in scena i temi dell’adolescenza. Il secondo periodo ha inizio quando la performance prende a coinvolgere tutto il corpo dell’artista: la Sherman fotografa se stessa in diversi ruoli e pose, assumendo differenti identità, per poi ritagliare le figure dalle fotografie. Nascono così il film Doll Clothes  e vari lavori in cui questi cut-out vengono sovrapposti e allineati. Nella terza ed ultima fase, l’artista fa interagire diversi personaggi e caratteri, come nelle serie A Play of Selves, Bus Riders e Murder Mystery (tutte del 1976).

La complessa opera giovanile di Cindy Sherman è frutto di un processo creativo concettuale e performativo. Negli anni trascorsi a Buffalo la Sherman realizza numerose fotografie, fino ad oggi inedite, che riuniscono in sé molti elementi del teatro e del cinema. Da più di 35 anni, interpreta e reinterpreta tutta l’ampia varietà di ruoli e di identità femminili. La scelta di lavorare da sola, di essere sia attrice che regista delle sue opere, la porta a impersonare numerosi personaggi in un continuo lavoro su se stessa, trasformandosi letteralmente – grazie al trucco e agli abiti – nelle diverse tipologie di persone di cui esplora la vita.

Cindy, oggi una delle più importanti artiste contemporanee, nasce il 19 gennaio 1954 a Glen Ridge, nel New Jersey. Studia alla State University College di Buffalo quando decide di abbandonare la pittura per dedicarsi completamente alla fotografia. Qui produce un ampio corpus di opere, fondamenta su cui costruisce il suo percorso creativo, e che anticipano la famosa serie Untitled Film stills che creò a New York, tra il 1977 e il 1980. In quegli periodo, siamo agli inizia degli anni ’70, Cindy viene influenzata dalle forme espressive emergenti, come il video, la fotografia, l’installazione, la performance, l’arte concettuale e la Body art. Frequentando l’Hallwall Contemporary Arts Center di Buffalo, ha inoltre modo di conoscere alcune tra le artiste che furono per lei di esempio, come Lynda Benglis, Adrian Piper, Eleanor Antin e Suzy Lake, vere e proprie role models, poiché usavano nell’arte il proprio corpo femminile. Dall’estate del ’77 Cindy vive e svolge la sua attività artistica a New York. Nel 1982 partecipa a documenta 7 e già nel 1987 il Whitney Museum of American Art di New York le dedica la sua prima retrospettiva. Ha al suo attivo innumerevoli mostre e svariati premi e riconoscimenti: le sue opere figurano nelle collezioni di prestigiosi musei, quali la Tate Gallery di Londra, la Corcoran Gallery di Washington D.C. e il Metropolitan di New York.