Si continua a indagare sulla morte di Imane Fadil, una delle testimoni del processo Ruby che, ricoverata in gravi condizioni, avrebbe riferito ai medici di essere stata avvelenata. La 34enne, modella marocchina, sarebbe deceduta per un mix letale di sostanze radioattive: “era molto sospettosa” nell’ultimo periodo, confessa chi le stava vicino. Temeva forse di essere “controllata” e sosteneva che aveva ancora “molte cose da dire” su quanto sarebbero accaduto ad Arcore.

Ricoverata per una gravissima disfunzione del midollo osseo, ha avuto forti dolori ed è stata vigile fino all’ultimo quando i suoi organi hanno cominciato a cedere. Poi la morte. Inizialmente si era pensato ad un tumore, poi si è capito che la situazione era ancora più grave.

La Procura di Milano indaga sulla presunta presenza di metalli nel sangue. Per chiarire meglio la dinamica dei fatti bisognerà attendere l’autopsia che dovrebbe arrivare già nei prossimi giorni.

Intanto arrivano le prime dichiarazioni di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia:

Spiace sempre quando muore qualcuno di giovane. Non ho mai conosciuto questa persona e non le ho mai parlato.

Imane Fadil è una delle supertestimoni che sosteneva l’accusa: riteneva, tra l’altro, di essere danneggiata dal clamore mediatico che si era generato intorno a quelle cene, a quell’ambiente che lei aveva frequentato pochissime volte nella speranza di diventare una giornalista sportiva in tv.