La commissione di Vigilanza sulla Rai non ha approvato la nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. Stamattina, 1 luglio, hanno votato 23 componenti della commissione: i voti favorevoli sono stati 22 (quindi sotto il previsto quorum di 27), una scheda bianca. Tredici i sì dal M5s (un membro M5s era assente), 7 della Lega e due di Fratelli d’Italia. Non hanno infatti partecipato al voto Pd, LeU e Forza Italia, tranne il presidente Barachini.  Lo strappo più evidente è quello nel centrodestra con Forza Italia che si scosta dagli alleati con cui si è presentata alla urne del 4 marzo scorso. A questo punto la nomina di Foa, dopo l’ok a maggioranza di ieri nel cda Rai, non è efficace: la legge prevede infatti il parere vincolante della Vigilanza, a maggioranza di due terzi (quindi 27 voti su 40), per la ratifica definitiva.

Il giornalista del Il Giornale Marcello Foa su Facebook ha commentato dicendo: “Prendo atto con rispetto della decisione della commissione di Vigilanza della Rai. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel consiglio che mi è stato proposto dall’azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse della Rai”.

Il presidente  della commissione di Viglianza Barachini ha già fatto sapere che “informerò il ministero dell’Economia” e Tria deciderà se sostituire il nome di Foa con un altro designato dal governo oppure se, come ha suggerito Salvini, fare in modo che Foa guidi la Rai come consigliere anziano “facente funzioni” di presidente Rai. Si tratterebbe comunque di una situazione anomala.

Foa, come consigliere anziano, presidierà il Consiglio d’Amministrazione della Rai previsto per oggi pomeriggio che dovrà trovare una soluzione. Già nei giorni scorsi era circolato il nome di Gianpaolo Rossi esponente di Fratelli d’Italia che avrebbe però già ricevuto il veto da Forza Italia.

In una nota congiunta i capigruppo della Lega di Camera e Senato Molinari e Romeo hanno dichiarato: “Siamo dispiaciuti dell’asse Pd-Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai. Dal Pd non ci aspettiamo nulla, con Fi invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova, cambiamento, qualità e meritocrazia. Siamo convinti che i fraintendimenti di questi giorni sul metodo, più che sul merito, possano essere superati perché le qualità di Marcello Foa, come uomo e giornalista libero e corretto sono universalmente riconosciute e apprezzate”.

Mentre Paragone per il M5S: “volevamo la Rai del cambiamento, l’opposizione ha detto no”.