Lavorare d’estate in una grande metropoli non è facile: tra riunioni che si susseguono e mezzi pubblici spesso inefficienti, la vita in città può essere frenetica e disagevole. Non stupisce quindi che, secondo un recente studio, gli abitanti delle città vedano un aumento del 21% del rischio di sviluppare un disturbo d’ansia e del 39% di avere un disturbo dell’umore (Douglas Mental Health University Institute [2011, June 23]. Stress in the city: Brain activity and biology behind mood disorders of urbanites).

Tante città andrebbero ripensate da zero, a misura d’uomo, ma mentre si attende la rivoluzione, le avversità vanno pur affrontate in qualche modo. Del resto, Sir Robert Stephenson Smyth Baden-Powell, lo aveva già capito all’inizio del 900: “Non esiste buono e cattivo tempo, ma solo buono e cattivo equipaggiamento”. Dalla giungla amazzonica a quella urbana, giusti vestiti e attrezzature possono fare la differenza proteggendo da caldo, freddo, pioggia, umidità, permettendo così ai lavoratori di arrivare composti ed eleganti anche agli eventi più impostati.

Secondo l’Osservatorio Europeo delle Mobilità Ipsos/BCG in Italia passiamo infatti, mediamente, 11h a settimana sui mezzi pubblici e solo un tessuto performante permette, nei mesi più caldi, di arrivare asciutti sul posto di lavoro. Tra quelli più tecnici, le performance migliori sono raggiunte dal Tactel, fibra dalle caratteristiche sorprendenti brevettata dall’azienda americana Invista.

Secondo i test, il Tactel è una fibra almeno due volte più morbida e 20% più leggera rispetto alla maggior parte delle fibre e si asciuga anche otto volte più velocemente del cotone, rendendola perfetta per la stressante vita di città.

Tale tessuto viene sfruttato da diverse aziende nel mondo e tra queste in Europa spicca la Helly Hansen. Fondata in Norvegia nel 1877, la HH sviluppa e produce da più di 100 anni abbigliamento tecnico, compresi i primi indumenti da lavoro impermeabili creati quasi 140 anni fa. Lavorare a stretto contatto con atleti e lavoratori ha portato la Helly Hansen a studiare indumenti con performance elevatissime e dai risvolti straordinari per la urban life. Basti pensare alle polo prodotte dall’azienda che, realizzate appunto in Tactel, garantiscono massima traspirabilità e resistenza grazie ad un intreccio ceramico antibatterico che protegge dai raggi del sole e consente un’asciugatura ultra rapida.

Polo Helly Hansen Tactel

Polo Helly Hansen Tactel

Abbiamo chiesto a Marco Perazzo, Sales Manager Italy di Helly Hansen, di raccontarci meglio la tecnologia contenuta in questi indumenti di nuova generazione.

La tecnologia è uno degli elementi fondanti dei vostri prodotti e delle polo Helly Hansen. Quanto ci è voluto prima di ottenere questi risultati?

Polo Helly Hansen Tactel

“Ricerca e sviluppo sono da sempre il mantra di Helly Hansen:. le polo in Tactel sono un esempio concreto di come un semplice capo a maniche corte possa trasformarsi in un concentrato di caratteristiche performanti che mantengono freschi e asciutti in qualsiasi condizione. Un risultato eccezionale che deriva da lunghi studi di laboratorio e da continue prove sul campo”.

Oltre al Tactel, quali altri tessuti innovativi utilizzate nelle vostre produzioni?

“Brevetti e intuizioni Helly Hansen a livello di tessuti si avvicendano nel tempo. Dai primi tessuti in pile negli anni ’60, fino ai primi strati tecnici di base negli anni ’70, realizzati con la tecnologia Lifa Stay Dry Technology, per arrivare alla pluripremiata Helly Tech: ogni singolo nostro capo viene ideato e costruito con materiali tecnologicamente più avanzati e in funzione della loro destinazione d’uso, ad esempio sci, mare, outdoor, workwear, urban. Dietro ogni singolo prodotto ci sono anni di studi e di test di materiali”.

Alla base della vostra innovazione c’è uno stretto rapporto direttamente con gli sportivi

“I nostri atleti sono parte integrante di ogni successo raccolto. I consigli di chi pratica lo sport agonistico, di chi vive in prima persona esperienze in condizioni estreme sono l’unica vera prova del 9 di ogni “pezzo” che esce dalla fabbrica.

Per noi è quindi fondamentale questo sodalizio quotidiano con campioni di ogni parte del mondo e con professionisti che vivono e lavorano 365 giorni all’anno sul territorio, dagli oceani alle più alte vette.

Le tenute da sci di Helly Hansen, ad esempio, sono utilizzate e raccomandate da oltre 55.000 professionisti in tutto il mondo così come da atleti olimpionici, squadre di sci alpino e oltre 200 resort”.