A “Le Iene” parla un cittadino di Pomigliano d’Arco che, per qualche anno (2009 e 2010), avrebbe lavorato nell’azienda gestita dal padre di Luigi Di Maio. Il lavoratore, però, avrebbe avuto un infortunio sul lavoro e così il padre del vicepremier gli avrebbe suggerito di non dire che era successo in servizio poiché, essendo in nero, avrebbe potuto passare i guai. “Di Maio ribadisce in campagna elettorale che viene da una famiglia onesta. Lo venisse a dire in faccia a me che tutta questa onestà sulla mia pelle non l’ho notata” ha tuonato l’uomo al programma tv di Italia 1.

A “Le Iene” Luigi Di Maio ha spiegato:

Io non gestisco direttamente l’azienda. E tra il 2009 e il 2010 non ero socio. A me questa cosa non risulta ma il fatto è grave, verificherò. Io e mio padre per anni non ci siamo neanche parlati, non c’è stato un bel rapporto, adesso è migliorato un po’. Non sapevo di lavoratori in nero. A me non risulta ma il fatto è grave, non mi ricordo di questo operaio ma ce ne sono stati tanti. A quell’epoca avevo 24-25 anni, io nell’azienda di famiglia ho aiutato mio padre come operaio ma non gestivo le cose di famiglia. Devo verificare questa cosa, verifichiamo tutto assolutamente. Se è andata così, mi dispiace per quella persona. Sono sempre andato avanti nella convinzione che nella mia famiglia si rispettassero le regole, se è successo qualcosa sul luogo di lavoro con mio padre questa persona ha il dovere di dirlo, non solo a voi ma a tutte le autorità. Gli chiederò spiegazioni e vi farò sapere.

Su Facebook ha annunciato che consegnerà a Filippo Roma, inviato de “Le Iene”, i documenti su questa vicenda:

Mio padre ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre. E capirete anche che sia improbabile che un padre racconti al figlio 24enne un accaduto del genere. A maggior ragione se, come ho detto nel servizio, abbiamo anche avuto un rapporto difficile, che sono contento sia migliorato negli ultimi anni.