L’aliquota dal 2012 aumenta del 144% rispetto all’Ici 2011 senza abbassamenti di aliquote.

Assoedilizia ha calcolato che, dal gennaio 2012, se il Comune di Milano non opterà per l’adozione di aliquote ridotte ai fini Imu, come previsto dalla legge per gli immobili in affitto, per gli stessi si avrà un incremento del 144% dell’Ici pagata nel 2011, applicando l’aliquota ordinaria.

Inoltre i proprietari che daranno in affitto un immobile pagheranno le imposte dirette sul reddito da locazione con il sistema dell’Ires, dell’Irpef progressiva o delle cedolare secca solo per chi abbia optato per il nuovo regime di tassazione sostitutiva. Lo stesso incremento interverrà per le seconde case a disposizione, per le quali però il relativo reddito fondiario è assorbito dall’Imu.

L’Assoedilizia ritiene a rischio non solo il mercato della locazione a Milano, ma anche il sistema ricettivo abitativo dell’area metropolitana e, pertanto, attraverso il suo presidente Achille Colombo Clerici, ha inviato al Sindaco di Milano una lettera nella quale chiede che l’aliquota dell’imposta municipale sia stabilita, ai sensi dell’art. 13, comma 9, del decreto-legge 6.12.2011, n. 201, nella misura dello 0,4% per gli immobili locati e per quelli appartenenti a contribuenti Ires.

“Solo attraverso tale misura – afferma Colombo Clerici – sarà possibile tentare di scongiurare quell’abbandono del mercato della locazione – con le conseguenti tensioni sociali nell’ambito cittadino e metropolitano – che inevitabilmente sarebbe determinato dall’aumento del 60% della base imponibile dell’imposta IMU (rispetto all’Ici) ove lo stesso non fosse accompagnato da un’attenuazione dell’aliquota ordinaria dello 0,76%”.

Colombo Clerici ricorda che ”il mantenimento e il potenziamento del mercato della locazione immobiliare è vitale per Milano, non solo a livello urbano ma anche per i riflessi a livello metropolitano. Infatti la locazione nella città di Milano sostiene il sistema ricettivo abitativo di tutta l’area metropolitana, anche nella prospettiva di Expo 2015. Per la duplice esigenza: assicurare la mobilità della abitazione e la sua disponibilità da parte dei ceti meno abbienti e costituire una fonte di finanziamento indiretto alle attività commerciali e produttive”.