Ha un nome e cognome l’omicida di Enzo Valenti, 21enne ucciso la notte tra il 19 e 20 dicembre nei pressi del “Fortino” a Catania. Due colpi di revolver, il ragazzo cade a terra e, in una pozza di sangue, viene ritrovato e subito soccorso da alcuni passanti che lo portano al pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele dove muore subito dopo per le ferite da colpo d’arma da fuoco che lo avevano attinto al torace e al braccio.

Il presunto omicida si chiama Danilo Guzzetta, ha appena 18 anni e si è costituito alcuni giorni fa, il 22 dicembre, alla presenza del suo legale (la notizia, però, è trapelata da poco): il fermo, emesso dal sostituto procuratore Aliotta, è stato convalidato dal Gip Santino Mirabella. L’accusa è di omicidio volontario con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi e di detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Sentendosi braccato, infatti, Guzzetta ha confessato tutto: gli inquirenti, nei giorni scorsi, avevano rinvenuto tracce ematiche sulla scena del crimine e le indagini si erano fin da subito concentrate sul 18enne.

Tra i due c’era stata una lite, i rapporti erano tesi e quella notte, come emerge dall’analisi dei tabulati telefonici, la sua utenza telefonica “agganciava celle compatibili con il luogo teatro del fatto di sangue”. Alla base del tragico gesto, infatti, una questione amorosa: pare che il presunto omicida avesse intrapreso una relazione con l’ex ragazza della vittima.

Stando ad una prima ricostruzione, infatti, vittima e carnefice si sarebbero visti prima sotto casa, avrebbero litigato e poi si sarebbero dati appuntamento al “Fortino” (a Catania) dove, all’una di notte del 20 dicembre, il 18enne avrebbe estratto la pistola e lo avrebbe ucciso. Poi la fuga – allontanandosi dalla propria abitazione, rendendosi di fatto irreperibile e omettendo qualunque utilizzo di apparecchi cellulari – fino alla confessione. Adesso si trova nel carcere di Piazza Lanza.