Lei ha 66 anni, è precaria da 40 anni e adesso, nonostante la chiamata, ha deciso di rifiutare la cattedra da insegnante. “Non accetto” ha detto. “È sicura?” si è sentita dire. Stavolta Rosella non ha dubbi: “Certo che sì, il mio posto lo potete dare a un giovane, io rinuncio”. A spiegare il suo gesto è Antonio Mercuri, sindacalista della Cgil-Flc di Lucca e Massa Carrara:

Perché dopo tanti anni di un lavoro precario, costretta a insegnare quando in una scuola, quando in un’altra, dentro di te scatta un senso di rabbia orgogliosa che ti fa dire no, costi quel che costi.

Lei Rosella ha un marito e due figli grandi. “Non mi piace essere definita dai giornali un’eroina” avrebbe detto ad amiche e colleghe. A parlare per lei è il preside del Marco Polo-Vieni di Viareggio dove Rosella ha insegnato recentemente:

Ho saputo della sua rinuncia ed è la prima volta che sento una cosa del genere. Un atto di generosità. Ma questa collega, per problemi burocratici, ha dovuto sopportare una precarietà che per lei non è mai finita.

Queste, invece, le parole del preside dell’istituto comprensivo di Massarosa:

Conosco la maestra Bertuccelli, un’insegnante straordinaria che, come tante altre colleghe, ha capito la filosofia dell’educazione, dare tutto ciò che è possibile per gli altri. E lo ha fatto anche stavolta dando il posto fisso che ha sognato per decenni a un giovane.

“La maestra Bertucelli, come decine di migliaia d’insegnanti delle primarie, è stata penalizzata anche da un mancato piano di concorsi dedicati ai maestri diplomati e non solo laureati — ha spiegato il sindacalista Mercuri Dunque adesso è importante che il bando ufficiale, promesso dal nuovo governo, sia finalmente pubblicato per sanare precari laureati e non”.