In un’intervista al Corriere.it, Manuel parla a cuore aperto di quello che gli è accaduto: un proiettile calibro 38 che gli si è conficcato nel midollo e che rischia di lasciarlo paralizzato. Lui, un nuotatore, colpito da due ragazzi che avrebbero sparato “per errore” in una piazza di Roma.

Tutta Italia si è stretta attorno a Manuel che, ripartendo dall’affetto ricevuto in questi giorni, vuole subito ricominciare, prendersi in mano la sua vita: 

Mi vogliono bene dappertutto, è una sensazione bellissima. Li ringrazio tutti. Ad esempio ho saputo che ieri a Mestre i ragazzi in gara hanno indossato delle magliette con la mia faccia. Ci sono persone che non mi conoscono, ma che mi dicono “ti voglio bene”. E mi considerano un punto di riferimento. Non so spiegarmelo, ma so che è bello, molto bello.

Manuel ha un campione alla quale si ispira: questa donna si chiama Bebe Vio, un esempio di grande determinazione e forza di volontà. Manuel è pieno di speranze, è troppo giovane per lasciarsi abbattere e chi lo conosce bene è convinto che presto tornerà alla sua vita di prima. Sui due ragazzi che gli hanno sparato dice:

Non li conosco. Solo dopo, quando mi sono risvegliato in ospedale, mi hanno raccontato che fanno parte di una gang, che ci sono di mezzo pugili e malavita, la mafia.

E infine:

Di loro non me ne importa proprio niente, adesso devo pensare ad andare avanti per la mia strada.