“Tranquilli, mi rialzo e non vedo l’ora di cominciare la riabilitazione”, queste le parole di Manuel, così come riportate dal Corriere.it. Il giovane nuotatore, come ricorderete, è stato colpito da un proiettile calibro 38 che gli si è conficcato nel midollo. Secondo i medici rimarrà paralizzato ma lui, determinato e speranzoso, spera di tornare alla vita di prima. “Devo tornare ad allenarmi” ha detto.

La prognosi non è ancora stata sciolta: è stato sottoposto a un trattamento per aspirare del liquido dal polmone sinistro, trapassato da quel maledetto proiettile. “Vado avanti per la mia strada e vedrete che torno più forte di prima” ha assicurato il ragazzo, coccolato dai suoi familiari e dalle migliaia di persone che per lui in questi giorni hanno scritto messaggi di amore e incoraggiamento.

“Abbiamo parlato solo di cose importanti: se ci sono infermiere carine” ha scherzato il tecnico Christian Galenda, uscendo dalla camera di Manuel. “È sempre positivo, sorridente, vuole essere aggiornato sui tempi in vasca dei campioni” ha aggiunto Paolo Barelli, presidente della Federnuoto.

Ai due che lo hanno ridotto in queste condizioni (loro hanno ammesso di aver sparato “per errore” in una piazza di Roma), Manuel dice:

Vorrei solo sapere che gli è passato per la testa.

Il nuotatore ha anche ricevuto la visita del Ministro dell’Interno Matteo Salvini: 

L’ho trovato gagliardo, in forma, tosto, con una madre, un padre e tre fratelli e sorelle assolutamente sul pezzo. Ci siamo stretti la mano e aveva una stretta più forte della mia. Ha voglia di tornare in pista e allenarsi e quello che magari può essere dubbio per la scienza medica, se c’è forza di volontà può accadere. La mia sensazione è che Manuel tornerà a correre e nuotare.