Nella giornata di ieri il premier indiano, Manmohan Singh, ha parlato al telefono con il suo omologo italiano, Mario Monti, per confermargli che i due marò non saranno condannati con la pena di morte.

Una telefonata distensiva, aiutata dal rientro dei due militari italiani in India nei giorni scorsi, per trovare una soluzione del caso tra i due governi, e che ha inoltre allentato la tensione tra i due stati. Palazzo Chigi ha riferito di una “lunga conversazione telefonica” tra i due governi per fare il punto della situazione.

Il premier indiano Manmohan Singh si è detto molto soddisfatto della decisione del governo italiano di far rientrare in terra indiana Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dopo il turno di elezioni che ha interessato il nostro Paese, e comunicato che i due soldati non saranno puniti con la pena massima.

Il primo ministro Singh ha anche confermato che il tribunale speciale che sarà interessato del caso verrà formato in tempi brevi. Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, aveva parlato con il primo ministro italiano Mario Monti dopo che il caso era passato in mano all’Agenzia nazionale di investigazione (Nia), la polizia che finora si è occupata quasi esclusivamente di casi di terrorismo. Decisione che ha aumentato le polemiche a casa nostra e non solo.

Anche Ban Ki-moon, segretario delle Nazioni Unite, ha voluto dire la sua dopo una conversazione con il capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Spero che il caso venga risolto armoniosamente, giudiziosamente, con il dialogo” ha detto di quella che ha definito una ”spiacevole situazione’. Ban Ki-moon ha visto anche il premier Mario Monti ed ha espresso l’auspicio di una soluzione “rapida e giusta”.