Massimiliano Latorre, uno dei due marò coinvolti nell’uccisione di un pescatore indiano (l’altro è Salvatore Girone), potrà restare in Italia per altri tre mesi e dovrà quindi tornare in India il prossimo 15 luglio. La Corte Suprema indiana ha infatti concesso al marò Latorre una proroga per il suo soggiorno in Italia, dato che il militare è in convalescenza e si sta riprendendo dopo aver subito un intervento al cuore, lo scorso 5 gennaio.

Al marò Latorre era stato concesso di tornare in patria in seguito ad un malore. L’India non ha mai fatto opposizione né al suo ritorno né al protrarsi della sua convalescenza in Italia, segno questo che i rapporti fra l’India e il nostro Paese sono piuttosto buoni e che molto presto si potrebbe giungere ad una soluzione del caso.

La situazione del marò Latorre e del compagno Girone va ormai avanti dal 15 febbraio del 2012, giorno in cui è avvenuta l’uccisione del pescatore indiano – scambiato per un pirata – che ha poi portato all’arresto dei due militari, al processo e all’intricato iter diplomatico che ruota attorno alla vicenda.

Marò Latorre: l’avvio del processo in India

Oltre ad aver concesso la proroga di tre mesi al marò Latorre, i giudici indiani hanno fissato un’udienza per decidere se accogliere o meno la richiesta della difesa dei marò di togliere il caso all’antiterrorismo. Quest’ultima udienza dovrebbe tenersi a fine mese. Infine, i giudici hanno chiesto agli avvocati della difesa di non ricorrere più a tattiche per tentare di far processare i propri assistiti in patria, in modo che il procedimento possa svolgersi più velocemente.